Una lama di luce – Andrea Camilleri

Una lama di luce – Andrea Camilleri

Editore: Sellerio
Giuseppe Pastore
Protocollato il 8 Giugno 2012 da Giuseppe Pastore con
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Ventinovesimo volume con protagonista il Commissario Montalbano (tra raccolte e romanzi), esce in questi giorni “Una lama di luce“, nuova opera di Andrea Camilleri.

Giunti a questo punto della saga, l’autore agrigentino sembra voler spingere il suo protagonista verso un confronto sempre più serrato con le proprie zone d’ombra. Salvo è un uomo stanco, tormentato da sogni premonitori e da un senso di precarietà che la solarità di Vigàta non riesce più a mitigare. La narrazione si snoda tra le pieghe di una realtà che si frantuma, dove la giustizia appare spesso come un concetto sfuggente e doloroso.

La trama di “Una lama di luce” si sviluppa lungo due direttrici principali. Da un lato c’è l’indagine su una strana rapina subita da Loredana, la giovane e bellissima moglie di un facoltoso proprietario di supermercati; un caso che puzza di messinscena fin dal primo sopralluogo. Dall’altro, Montalbano si trova coinvolto in una delicata operazione di antiterrorismo che riguarda una coppia di tunisini, Sami e Najat, sospettati di gestire traffici oscuri. Nel mezzo di queste tensioni, il commissario inciampa nel fascino di Marian, una gallerista colta e sofisticata che sembra offrire quella “lama di luce” capace di squarciare il grigiore del suo rapporto a distanza con Livia.

Camilleri in questo libro è riuscito a bilanciare perfettamente la dimensione politica con quella privata. Il pregio maggiore del libro risiede nella profondità psicologica del protagonista: i suoi dubbi morali e la sua vulnerabilità sentimentale lo rendono più umano che mai. La sottotrama legata ai tunisini permette all’autore di riflettere sulle paure collettive e sulle storture dei servizi segreti, temi cari al noir sociale. La scrittura mantiene la sua consueta musicalità, capace di passare dal registro ironico delle conversazioni con Catarella a quello lirico dei monologhi interiori di Salvo.

Possiamo sicuramente perdonare una certa frettolosità nella risoluzione del caso dei supermercati, che funge quasi da corollario alla ben più densa vicenda umana e politica. Come il ricorso al sogno come motore narrativo, quasi un espediente per giustificare le intuizioni di Montalbano.

Un’opera che brilla di una luce fredda e rivelatrice, ideale per chi cerca nel giallo non solo il colpevole, ma lo specchio delle proprie incertezze.

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