La rete di protezione – Andrea Camilleri

La rete di protezione – Andrea Camilleri

Editore: Sellerio
Redazione
Protocollato il 25 Maggio 2017 da Redazione con
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Andrea Camilleri non si ferma e, dopo aver festeggiato il suo centesimo libro con “L’altro capo del filo“, ecco che pubblica, sempre per Sellerio, “La rete di protezione“, un romanzo che offre al commissario Montalbano l’occasione di misurarsi con il mondo della Rete, dimostrando di sapersi destreggiare nella selva dei social network anche senza l’aiuto dell’esperto di informatica del commissariato di Vigata, Agatino Catarella.

Ne “La rete di protezione” lo spunto per avviare la narrazione è dato dall’arrivo di una troupe che vuole girare una fiction ambientata nel 1950 e ben presto, accanto ai consueti protagonisti dell’universo di Camilleri, è evidente che in questo caso diventino importanti anche i media vecchi e nuovi.
Spazio quindi a Internet e computer e vale la pena citare almeno un passo, affascinante quanto efficace, dalla nuova fatica letteraria dell’autore di Porto Empedocle:

Salvuzzo si misi alla scrivania, addrumò lo schermo del PC e con ’na vilocità ’mpressionanti per Montalbano che l’osservava ’nfatato, raprì icone come finestre, le chiuì, scrissi, arrispunnì, addimannò, mentri che liggiva i messaggini sul tilefono e ne componiva la risposta, arrivaro soni, rumori, parole mentre che smanettava sui tanti apparecchi diversi che tiniva sul tavolo. Faceva cento cose tutte ’nzemmula, adoperando le dita con la stissa liggirizza delle gamme di un ballerino”.

Ma perché si arriva a questo punto? Cosa spinge le forze dell’ordine di Vigata a salpare nel mare elettronico in cerca di indizi e prove? Cerchiamo di scoprirlo dando un’occhiata alla sinossi de La rete di protezione.

Vigata sta vivendo un momento molto particolare che interrompe la tranquillità della cittadina: una troupe sta girando una fiction ambientata negli anni Cinquanta e, al fine di arrivare alla maggiore verosimiglianza possibile, la produzione italo-svedese ha pensato di chiedere l’aiuto dei cittadini, invitando gli abitanti a cercare vecchie foto e filmini d’epoca.

Sollecitato dalla richiesta, l’ingegnere Ernesto Sabatello recupera delle pellicole che suo padre ha girato con un metodo particolare: l’uomo ha scelto di riprende un muro, all’apparenza appartenente a qualche casa di campagna, ogni 27 marzo, dal 1958 al 1963. Il risultato non sembra essere molto interessante, non appaiono persone e non accade, a prima vista, nulla.

L’ingegnere, non sapendo bene cosa fare di quella serie di filmati, consegna il tutto a Montalbano che, affascinato, comincia a indagare e, pian piano, scopre alcune crepe nel muro e svela una storia di sangue appartenente a molti anni fa. Ma proprio mentre il commissario comincia ad avvicinarsi alla verità, ecco che Vigata è scossa da un fatto inaudito.

Alcuni uomini armati penetrano nella scuola media, per la precisione nella classe III B e, dopo aver minacciato i presenti, scappano esplodendo alcuni colpi di pistola. C’è chi pensa immediatamente a un atto di terrorismo, ma Montalbano comincia subito a guardare molto più vicino, nella scuola stessa e, per cercare di far luce sul fatto, si immergerà in quel mondo per lui alieno composto da Facebook, Twitter, blog e varie altre realtà che animano la Rete.

In questo libro colpisce la capacità di Camilleri di trattare temi moderni come il bullismo online e i pericoli del web con la consueta lucidità civile, riuscendo a far dialogare il passato analogico fatto di vecchie pellicole 8mm con il presente digitale dei social network. Salvo pur sentendosi un “immigrato digitale”, è costretto a imparare i codici dei giovanissimi per evitare che la “rete di protezione” della società si strappi definitivamente, non giudica i giovani, ma cerca sinceramente di capirli.

“Montalbano capì che la rete non era solo quella che pescava i pesci, ma un intrico dove i pesci restavano impigliati senza neanche sapere di esserlo.”

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