Cari avventori del Thriller Café, al bancone oggi vi offriamo la recensione di un thriller originale, che certamente più di altri non incontrerà il gusto di tutti, ma sicuramente inconsueto. È infatti in libreria per Piemme Il maestro di enigmi di Danielle Trussoni, nella traduzione di Anna Martini e Alessandra Montrucchio.
È la storia di Mike Brink, una giovane ex promessa del football che, per via di un incidente, si è visto cambiare la vita da una facoltà nuova ed assolutamente atipica: a fronte di una deficienza nell’interpretazione delle altrui reazioni emotive, il suo cervello è infatti in grado di visualizzare, risolvere e finanche creare ogni tipo di rompicapo immaginabile. Dal momento dell’incidente il mondo per Mike è una continua serie di enigmi, calcoli, numeri, disegni, puzzle che non riesce ad evitare di risolvere. È per questo che, quando viene convocato dalla psicologa di un carcere sperduto per interpretare un enigma, lui ci va, a bordo del suo pickup sgangherato ed in compagnia della sua fedele cagnolina. Ad attenderlo, però, c’è un enigma molto più intricato, pericoloso ed ambito di quanto immagini, al centro del quale c’è Jess Price, una scrittrice rinchiusa da anni in carcere perché accusata di omicidio. La donna si rifiuta di parlare, ma il suo primo tentativo di comunicazione è proprio il disegno che Mike è chiamato ad interpretare. Cosa si nasconde dietro a quell’enigma incompleto? Perché Jess è convinta di essere in pericolo? Chi altri è sulle tracce della soluzione al rompicapo, e perché? In un dedalo sempre più intricato di enigmi, spie, depistaggi, minacce e simbolismi oscuri, Mike Brink si ritroverà a risolvere un enigma che rischia di costargli la vita.
Originale, complicato, sfuggente, “Il maestro di enigmi” è un thriller sì appassionante, ma anche difficile da seguire. Se la partenza è quasi “normale” e il seguito si può accostare ad un romanzo d’azione, il finale è al limite del fantascientifico: bene e male, oscurità e luce, realtà ed immaginazione si uniscono e si confondono in un mix non facile da assecondare e persino da contemplare come realistico. Il tutto sfocia, infatti, in un esoterismo che si spinge oltre, ai limiti della farneticazione. Ora, se si prende per buono tutto questo e si considera il fatto che si è di fronte ad un romanzo, non ad un trattato di scienze occulte, allora il libro è leggibile e, come scrivevo poco sopra, persino appassionante. Se si vuole invece dar peso a quanto si legge, allora potrebbero sorgere delle difficoltà. Passando ad aspetti più pratici, lo stile della Trussoni è puntuale, dettagliato, il ritmo è calibrato ed attento ad un giusto mix di tensione e stasi; la scrittura è avvincente e descrittiva. In sintesi? Il maestro di enigmi è un discreto thriller, promosso, ma non a pieni voti, per quanto mi riguarda.
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