Il dio della colpa – Michael Connelly

Il dio della colpa – Michael Connelly

Serie: Mickey Haller
Editore: Piemme
Redazione
Protocollato il 23 Novembre 2015 da Redazione con
Redazione ha scritto 918 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

I fan di Mickey Haller, il secondo, importante personaggio creato dalla fertile mente di Michael Connelly, possono finalmente mettere mani e occhi su un nuovo caso per questo avvocato dai metodi piuttosto anomali, visto che Piemme ha pubblicato “Il dio della colpa“, quinto romanzo di questa serie, apparso in originale con il titolo “The Gods of guilt“.

Mickey Haller ha esordito con la sua personale serie di romanzi una decina di anni fa, in Avvocato di difesa ed essendo il fratellastro del più noto Harry Bosch, ha ricevuto la giusta spinta al successo editoriale anche dal fatto che i due personaggi si scambiano spesso presenze più o meno consistenti nelle rispettive storie, andando quindi a creare un universo coeso nel quale le azioni di uno influenzano quelle dell’altro. In questo “Il dio della colpa“, infatti, farà una piccola apparizione anche Bosch.

La trama inizia con un messaggio sul telefono che ogni difensore teme e brama allo stesso tempo: un codice “187”, omicidio. La vittima, però, non è un numero in un fascicolo. È Gloria Dayton, conosciuta come “Glory Days”, una vecchia cliente di Mickey, una prostituta che lui credeva di aver salvato e indirizzato verso una vita nuova. Invece la ritrova all’obitorio, uccisa brutalmente. A essere accusato del delitto è un “magnaccia digitale”, un uomo che gestisce appuntamenti online e che giura di essere innocente. Haller accetta la difesa non per i soldi, ma perché schiacciato da un peso insopportabile: la convinzione che siano state le sue manovre passate a mettere Gloria sulla strada che l’ha condotta alla morte. Per lui questo processo non riguarda solo la libertà del suo assistito, ma la propria redenzione.

Sotto il profilo narrativo, Connelly alza la posta in gioco legando indissolubilmente la procedura legale al dramma intimo del protagonista. Se nei romanzi precedenti avevamo visto l’abilità tecnica di Haller nel manipolare il sistema, qui vediamo il costo umano di quelle manipolazioni. L’intreccio è costruito con la solita precisione millimetrica: ogni deposizione, ogni prova a sorpresa e ogni obiezione sono pezzi di un puzzle che svela una corruzione molto più profonda di un semplice crimine di strada.

Colpisce la maturazione del personaggio di Mickey. L’avvocato della Lincoln non è più solo il cinico operatore di giustizia che lavora dal sedile posteriore di un’auto; è un uomo solo, allontanato dalla figlia e dall’ex moglie proprio a causa delle sue scelte professionali, che cerca disperatamente di fare la cosa giusta in un mondo sbagliato. La tensione in aula è palpabile, resa vivida dalla profonda conoscenza che l’autore ha dei meccanismi giudiziari californiani.

Tuttavia, il lettore deve prepararsi a un’atmosfera cupa, priva di quei momenti di alleggerimento presenti in altri volumi. La discesa di Haller nei suoi sensi di colpa rende la lettura densa e a tratti dolorosa, sebbene il ritmo del thriller non venga mai meno.

In conclusione, “Il Dio della colpa” è forse il romanzo più personale e toccante della serie. Un legal thriller che vi terrà incollati fino all’ultimo verdetto, ricordandovi che a volte l’assoluzione più difficile da ottenere è quella che dobbiamo dare a noi stessi.

Sconto Amazon