I fiumi di porpora - Jean Christophe GrangéOggi su Thriller Café l’incipit di I fiumi di porpora, il romanzo che ha portato alla ribalta Jean-Christophe Grangé (del quale recentemente abbiamo recensito Miserere) e dal quale è stato tratto l’omonimo film con Jean Reno e Vincent Cassell.

“Ga-na-mos! Ga-na-mos!”
Piere Niémans, con le dita contratte sull’altoparlante VHF, guardava da sotto in su la folla che scendeva le rampe di cemento del Parc des Princes. Migliaia di teste in fiamme, di cappelli bianchi, di sciarpe dai forti colori formavano un nastro variegato e delirante. Un’esplosione di coriandoli. O una legione di demoni allucinati. E le tre note, lente e lancinanti, ripetute all’infinito: “Ga-na-mos!”.
Il poliziotto, in piedi sul tetto della scuola materna di fronte al Parc, concertava le manovre della terza e della quarta squadra della Compagnia Repubblicana di Sicurezza. Gli uomini, in divisa blu scuro e casco nero, correvano protetti dagli scudi di policarbonato. Il metodo classico. Duecento uomni da una parte e dall’altra di ogni serie di porte, e dei commandos “schermo”, con il compito di evitare che i tifosi delle due squadre venissero a contatto, anche solo visivamente…
Quella sera, in occasione dell’incontro Saragoza-Arsenal, finale della Coppa delle Coppe 96, l’unica partita dell’anno in cui si affrontassero a Parigi due squadre non francesi, erano stati mobilitati più di millequattrocento poliziotti e gendarmi: per i controlli d’identità, le perquisizioni, e per regolare il flusso dei quarantamila tifosi giunti dai due paesi. Il commissario Pierre Niémans era uno dei responsabili delle operazioni. Non che ciò corrispondesse alle sue abituali mansioni, ma il poliziotto dai capelli a spazzola apprezzava simili esercizi. Soveglianza e scontri allo stato puro. Senza indagini o procedure. Per certi versi una semplicità rilassante. Inoltre amava l’assetto militare di quell’esercito in marcia.

Un libro che per molti critici è stata la risposta europea a Il silenzio degli innocenti. L’avete letto? Che ne pensate?

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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