Il collezionista di ossa – Jeffery Deaver

Il collezionista di ossa – Jeffery Deaver

Serie: Lincoln Rhyme
Editore: Rizzoli
Giuseppe Pastore
Protocollato il 11 Dicembre 2008 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
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Oggi al ThrillerCafé ci spostiamo tra i grattacieli e i tunnel sotterranei di New York; la recensione odierna è per un classico assoluto del genere: “Il collezionista di ossa” (“The Bone Collector“), romanzo d’esordio della celebre serie di Lincoln Rhyme scritta da Jeffery Deaver (Sonzogno, 1998).

Deaver è un nome che inizia a circolare con insistenza tra gli appassionati, ma con questo romanzo sembra voler alzare decisamente l’asticella, proponendo una variazione coraggiosa e rischiosa sulla figura classica dell’investigatore. Dimenticate i detective d’azione o i poliziotti tormentati che battono le strade: qui il protagonista non può muoversi.

La trama ci introduce a Lincoln Rhyme, ex capo della scientifica della NYPD, un genio della criminologia che un incidente ha reso tetraplegico. Rhyme è un uomo che vive in un letto, capace di muovere solo un dito e la testa, deciso a farla finita con un’esistenza che ritiene insopportabile. I suoi piani di suicidio assistito, però, vengono interrotti da un caso che richiede la sua mente unica: un killer sadico sta rapendo persone a New York, lasciando accanto alle vittime indizi microscopici che compongono un puzzle macabro. Non potendo recarsi sulla scena del crimine, Rhyme trova le sue “gambe” in Amelia Sachs, una giovane agente di pattuglia che, guidata via radio, diventa i suoi occhi e le sue mani sul campo.

Analizzando questo thriller, ciò che colpisce immediatamente è la precisione del meccanismo narrativo. Deaver costruisce un ingranaggio quasi perfetto, dove la staticità forzata del protagonista invece di rallentare il ritmo, lo accelera, creando una tensione claustrofobica. La componente forense è trattata con una minuziosità che raramente si incontra, trasformando la polvere, le schegge di ossa e i frammenti di carta nei veri testimoni dell’indagine. Il rapporto che si instaura tra Rhyme e Sachs è elettrico, basato su un conflitto iniziale che si evolve in una simbiosi necessaria.

Se proprio devo trovare il pelo nell’uovo, la complessità dell’intreccio a volte richiede al lettore una certa dose di fiducia. Le deduzioni di Rhyme, basate su residui infinitesimali, appaiono talvolta ai limiti del sovrumano, e il cattivo della storia possiede una teatralità e un’onniscienza che sfiorano il romanzesco puro, distaccandosi dal realismo crudo di altri autori contemporanei.

In conclusione, “Il collezionista di ossa” è un esordio folgorante per questa coppia di investigatori. Un thriller cerebrale, serrato, che tiene incollati fino all’ultima pagina grazie a continui ribaltamenti di fronte. Se Deaver riuscirà a mantenere questo livello, Lincoln Rhyme potrebbe diventare una figura di riferimento per il genere nei prossimi anni.

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