I cani di RomaDi questo libro mi sa non posso non parlarne: non sono americano d’origine, ma da qualche mese sono romano d’adozione pure io, come il protagonista Alee Blume, commissario a stelle e strisce catapultato nella canicola dell’agosto della Capitale. Firmato da Conor Fitzgerald (che probabilmente conoscerà Roma meglio di me, dato che ci vive dall’89) e pubblicato da Ponte Alle Grazie, I cani di Roma è un romanzo d’esordio che in America ha ottenuto un discreto apprezzamento tra i lettori. Se siete curiosi a riguardo, ve ne riporto la trama:
Arturo Clemente viene assassinato in casa sua da un uomo che neanche conosce. Quando il commissario Alee Blume arriva sulla scena già fin troppo affollata del delitto, scopre che la vittima, impegnata in prima persona contro le violenze sugli animali, non è uno qualsiasi: si dà il caso che la vedova sia una parlamentare dell’opposizione. Blume, americano di origine, romano d’adozione e sbirro per vocazione, benché abbia passato oramai più di metà della sua vita nella capitale, non ha ancora imparato a piegarsi alle convenienze e alle clientele a cui i colleghi sembrano tanto attenti. Sarà così costretto a giostrarsi continuamente tra la ricerca della verità e le pressioni da parte dei diretti superiori e dei palazzi del potere perché dia ai giornali un colpevole; si troverà a lottare per mantenere il controllo del caso in una città in cui anche un’indagine per omicidio deve piegarsi alle esigenze della politica.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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