Gli eversivi - Alessandro Berselli

Al bancone del Thriller Café oggi vi serviamo una tazza fumante di mistero bolognese, con una spolverata di noir in polvere e un retrogusto di segreti pronti per essere rivelati. Immergiamoci insieme nel cuore di Bologna, città di torri, tortellini e… laboratorio politico.

Bologna, con le sue iconiche Due Torri, è una città ricca di storia e cultura, una città ferita dalla Storia. Una città che guarisce grazie alle persone e alle loro idee, un tempo anche grazie alle ideologie.

Bologna, con la sua Piazza Maggiore e i suoi vicoli stretti, diventa lo sfondo perfetto per “Gli eversivi”, il nuovo romanzo a tinte noir di Alessandro Berselli, pubblicato per Nero Rizzoli. Nato e cresciuto proprio nella città rossa, Berselli, classe 1956, non è solo uno scrittore, ma anche umorista e docente di tecniche della narrazione, ed è noto anche per le sue collaborazioni con il Dizionario del cinema Morandini.

In “Gli eversivi” ci immergiamo in un labirinto di indagini al femminile. Al centro della narrazione, infatti, troviamo l’agenzia investigativa Marple, la più popolare di Bologna. Questa agenzia, con alle sue spalle la risoluzione di molti casi spinosi, viene ingaggiata dall’avvocato Liam Bonaga, allarmato dalla scoperta che sua figlia Asia abbia legami con il Laboratorio Hegel, un gruppo di estrema destra dai contorni ambigui. Chi meglio della direttrice dell’agenzia, Ginevra Martino, donna dal carattere deciso e dalla vita sentimentale complessa, per fare chiarezza su questo delicato caso? Accanto a lei, un team eclettico di detective: Chloe, informatica cresciuta nel fervore dei collettivi bolognesi di sinistra, Greta, maestra nell’arte del pedinamento, e poi Camilla e Nicole, che completano questo affiatato gruppo.

È l’inizio di una caccia al mistero dove predatori e prede si alternano nei rispettivi ruoli e in cui le strade di Bologna rivelano segreti ben più oscuri di quanto si potrebbe immaginare.

Nel romanzo, ogni azione e decisione dei personaggi è abilmente collocata in un contesto urbano specifico: che sia una via, una piazza o un semplice incrocio, Berselli ritrae la città con dettagliate descrizioni che raccontano la loro storia, il loro valore artistico e socio-culturale. Sono descrizioni vivide e penetranti che si fissano come una fotografia nella mente del lettore. La Bologna che emerge da queste pagine non è cupa o minacciosa, tipica delle ambientazioni noir. Al contrario, ci troviamo di fronte a una Bologna amica, a tratti raffinata e con un tocco di modernità, che ammicca con familiarità e si presenta come una città fidata che arricchisce e dà profondità al racconto. Una città che vive, respira e interagisce con i suoi abitanti, diventando quasi un personaggio a sé stante, fondamentale per la trama e l’atmosfera del libro.

In questo contesto, prima sopportiamo, poi supportiamo, i vezzi umorali della protagonista Ginevra Martino e delle sue collaboratrici. E se in prima istanza Ginevra Martino è un concentrato di antipatia, forse è proprio per questo che pagina dopo pagina, con le sua fragilità e imperfezioni conquista il lettore con la sua autenticità.

Dietro l’apparente rigidità di Ginevra, c’è un tumulto di emozioni e sentimenti che, quando vengono messi alla prova da situazioni di vulnerabilità, tracimano, mescolandosi e confondendosi. In questo mare di complessità, il tentativo di Ginevra di distillare il bene da tutto il resto si trasforma in un’odissea eroica. Ma la sua eroicità non è immacolata; è punteggiata da errori e tentennamenti. E forse è proprio questa umanità, questo continuo sforzo di trovare la retta via tra incertezze e tentazioni, che la rende una figura così affascinante. La Martino ci mostra che l’eroismo non sta nell’essere perfetti, ma nel persistere nonostante le imperfezioni.

A bilanciare la complessa figura di Ginevra Martino, c’è Omar Giordani a cui affidiamo nella prima parte del romanzo il ruolo di antagonista, ma scopriremo ben presto che gli “eversivi” non sono solo i membri del Laboratorio Hegel a cui fa capo Giordani. Questa definizione si espande, comprendendo ogni personaggio del romanzo, sia esso protagonista o un attore di secondo piano. Ogni individuo, nel suo contesto e nella sua sfera di riferimento, diventa in qualche modo sovversivo.

Alla fine, ogni personaggio sfida e perturba l’ordine costituito nel proprio microcosmo sociale.

E ora, mentre la nostra tazza fumante al bancone giunge al suo ultimo sorso, ci accorgiamo che il mistero bolognese ci ha lasciato con un retrogusto persistente di rivelazioni inaspettate. Una degustazione avvincente che, senza dubbio, ci invita a ritornare per un nuovo, intrigante assaggio!

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Gli eversivi
16 Recensioni
Gli eversivi
  • Berselli, Alessandro (Autore)

Articolo protocollato da Elisa Contessotto

Digital Strategist e formatrice, soprattutto sono il Capitano della squadra di freccette Bardabulli. Bevo caffè, Prosecco e tequila (non sempre in quest’ordine) e nel tempo libero scrivo di fotografia e libri. Mi piacciono il Tetris, Alice Cooper e il frrr dei gatti.

Elisa Contessotto ha scritto 55 articoli: