Delitti all'imbrunire - Letizia Triches

Di quanto il “viver d’arte” di Letizia Triches dovuto sia all’ambiente familiare sia ai suoi studi e alla sua attività professionale abbia influenzato la sua produzione letteraria ne ho già ampiamente parlato nelle mie recensioni precedenti.

Uno dei personaggi più affascinanti creati dalla sua raffinata penna è il commissario Chantal Chiusano che dopo Delitto a Villa Fedora (Newton Compton, 2019) e Omicidio a regola d’arte (Newton Compton, 2021) secondo posto al prestigioso Premio Letterario Ceresio in Giallo, ritroviamo in Delitti all’imbrunire che recensisco, qui di seguito, per voi.

Roma. Siamo nel 1993 e precisamente all’indomani dell’entrata in vigore della Legge Ronchey che dava la possibilità ai musei italiani di modernizzarsi rendendo fattibile la privatizzazione di alcuni servizi quali: vendita dei biglietti, gestione locali di ristoro, bookshop…

Umberto Villani, spregiudicato proprietario di una società di servizi turistici destinati ad una clientela di lusso, viene trovato morto con l’arteria femorale recisa. I sospetti ricadono immediatamente su Ambra, la sua giovane amante, perché la ragazza è scomparsa e di lei non si sa più nulla. Quando, però, la ragazza viene ritrovata morta suicida (ma sarà poi un suicidio?) e il proprietario di un’agenzia rivale di quella di Villani verrà ucciso con un fendente all’arteria brachiale, la situazione si complicherà ulteriormente.

Toccherà, come sempre, alla nostra tanto amata commissario Chantal Chiusano occuparsi di queste intricate vicende addentrandosi nel poco specchiato “mondo” del turismo romano dove ambizioni sfrenate, intrallazzi sotterranei e personaggi senza scrupoli sembrano essere all’ordine del giorno. E lo farà con l’aiuto della sua tanto amata squadra formata da Ettore Ferri, suo braccio destro, e Giovanni Pozzi medico legale e amico fidato.

Chantal Chiusano è un personaggio con cui si empatizza facilmente perché l’autrice ce la “disegna” come una donna forte ma nel contempo fragile e che, come ognuno di noi, fa i conti con la dieta, con gli anni che passano e con gli “inciampi” della vita. E Chantal di inciampi ne ha incontrato uno davvero tosto: la morte dell’adorato marito Giovanni. Proprio, però, quando pensava di non riuscire a farcela e di soccombere sotto il peso di questa batosta insormontabile, la vita le riserverà nuove sorprese. Le farà, infatti, scoprire che è in grado di camminare, certo con fatica, anche senza Giovanni al suo fianco perché lui e i suoi insegnamenti sull’arte non l’abbandoneranno mai. «L’occhio dell’artista apre sempre un varco nel labirinto della nostra mente, ci aiuta ad andare oltre i fantasmi, porta alla luce i frammenti nascosti nelle crepe di questo mistero che è il mondo.»

Scoprirà, inoltre, una sensualità che nemmeno lei credeva di possedere e comprenderà che il suo cuore, chiuso a riccio fino a quel momento per difesa, può provare ancora emozioni forti.

In Delitti all’imbrunire ritroviamo oltre ai due fedelissimi collaboratori di Chantal, anche la psicologa Sara. Quest’ultima, personaggio ambiguo ed enigmatico, farà da contraltare alla protagonista in uno pseudo “duello” psicologico pari a una vera e proprio partita a scacchi dove le mosse dell’una condizionano quelle dell’altra. Chi riuscirà a dare scacco matto? Uno dei punti di forza dei romanzi di Letizia sta nella sua capacità di farci entrare nella psicologia dei suoi personaggi perché di loro non ci racconta solo l’aspetto fisico e il ruolo nella narrazione, ma ne definisce l’aspetto emotivo e caratteriale mostrandoci le mille sfaccettature dell’animo umano.

In quest’ultimo romanzo a dominare la scena sono le donne: da quelle predatrici a quelle preda, dalle manipolatrici alle manipolate, da quelle avide di denaro e successo a quelle con un enorme senso etico.

Un altro elemento che, spalmato in tutta la narrazione, contraddistingue la nostra brava scrittrice è il suo amore per Roma. La città eterna non ci viene, però, presentata ammorbandoci con descrizioni da guida turistica, bensì prendendoci per mano e accompagnandoci per strade, vicoli, chiese e scorci panoramici non generalmente inseriti nei classici tour, ma di una bellezza mozzafiato.

La trama sapientemente architettata, i numerosi colpi di scena che non ci permettono di scoprire il colpevole prima delle ultime pagine e una scrittura raffinata, elegante, ma quando serve anche affilata e tagliente, sono tutti elementi che fanno di Delitti all’imbrunire un ottimo giallo, intrigante e coinvolgente e confermano alla sua autrice il titolo di maestra del genere.

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Delitti all'imbrunire. Le indagini del commissario Chiusano
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