E’ famosissimo per Romanzo Criminale, tanto da aver raccontato di essere stato riconosciuto persino da un tassista che, pur confessando di non amare la lettura, lo aveva letto tutto, a dispetto dell’altro libro, unico altro libro della sua vita, che giaceva intonso nel cruscotto (titolo Come smettere di fumare, con l’aggravante di essere regalo della fidanzata).

Ha coniato tanti personaggi indimenticabili, non solo in quel volume, ma anche dopo: chi non conosce la Svedese, per esempio?

Ma il mio preferito resta lui, Manrico Spinori, il dandy capitolino che potrebbe vivere di rendita e invece serve lo Stato sotto alla toga da Pubblico ministero e dirige una squadra tutta declinata al femminile. E normalmente scova lo spunto per risolvere un caso dentro alla trama di un’opera lirica.

In Colpo di ritorno ci troviamo in una Roma pervasa da inquietudini negli ambienti che contano, ossia politica e spettacolo, così apparentemente antinomici e così spietatamente legati da misteri di letto e scandali da sopire.

Hanno infatti ammazzato il Mago Narouz, al secolo Capomagli Giuseppe, che annoverava esponenti di entrambi quei mondi tra i suoi protegès (mai dire “clienti”, che volgarità per un’anima eletta che aveva fatto del suo dono solo uno strumento per l’altrui felicità).

Se al pm Spinori viene caldamente sibilato il diktat del “Fai presto e in silenzio questa indagine”, che deve diventare il mantra per risolvere la questione senza sollevare troppa polvere, dalla sua ispettora Debora Cianchetti non ci si può aspettare altrettanto bonton: è lei il personaggio forte e puro che pretende di rendere giustizia!

Nel verminaio di questo scenario degno della Grande bellezza, proliferano tutti i vizi di una Roma-bene, che potrebbero clonarsi ovunque al mondo: ludopatia, credenze ancestrali, scongiuri e malocchio, e la pletora dei creduloni semplici e degli insicuri cronici, che affidano a maghi e ciarlatani i loro destini, rischiando persino il colpo di ritorno, la controfattura lanciata dalla vittima. Un vero boomerang.

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Colpo di ritorno. Un caso per Manrico Spinori
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Articolo protocollato da Alessia Sorgato

Alessia Sorgato, classe 1968, giornalista pubblicista e avvocato cassazionista. Si occupa di soggetti deboli, ossia di difesa di vittime, soprattutto di reati endo-famigliari e in tema ha scritto 12 libri tra cui Giù le mani dalle donne per Mondadori. Legge e recensisce gialli (e di alcuni effettua revisione giuridica così da risparmiarsi qualche licenza dello scrittore) perché almeno li, a volte, si fa giustizia.

Alessia Sorgato ha scritto 102 articoli: