Alta tensione – Harlan Coben
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Avevamo lasciato la serie di Myron Bolitar all’episodio nove (“Senza lasciare traccia“) lo scorso anno, e oggi vi parliamo del decimo volume della saga di Harlan Coben: “Alta tensione“.
Pubblicato da Mondadori con traduzione di N. Lamberti, “Live wire” vede Bolitar invischiato in un caso che comincia con un anonimo post su Facebook che mette in discussione la paternità del figlio che Suzze Levantino, un’ex stella del tennis, sta per partorire. Il marito di lei, Lex Ryder, membro del duo rock HorsePower, nel leggerlo scompare nel nulla, lasciando Suzze senza nessuna spiegazione.
Quando Myron inizia a scavare, la ricerca di Lex lo porta a incrociare qualcuno che non vedeva da anni e che credeva perso per sempre: sua cognata Kitty. E dove c’è Kitty, c’è Brad, il fratello minore di Myron.
Qui Harlan Coben tocca le corde più sensibili del suo protagonista. Scopriamo che dietro l’eterno sorriso ironico di Myron e la sua famiglia apparentemente perfetta si nasconde una frattura insanabile. Brad se n’è andato anni prima dopo un litigio furioso e non ha più parlato con Myron.
Il romanzo funziona su due livelli. Da una parte c’è l’indagine “gialla”: chi sta perseguitando Suzze? Chi sta mentendo sulla paternità? Dall’altra c’è il dramma familiare shakespeariano dei fratelli Bolitar. Myron si trova costretto a confrontarsi con il proprio passato, con gli errori commessi e con l’orgoglio che ha distrutto il rapporto con il fratello.
È fondamentale notare come questo libro segni un passaggio di testimone. Viene introdotto in scena Mickey Bolitar, il figlio adolescente di Brad (e nipote di Myron). Mickey è arrabbiato, intelligente e testardo quanto lo zio: sarà lui il protagonista della serie spin-off Young Adult di grande successo, iniziata con “Shelter“.
Lo stile è il solito mix perfetto di dialoghi serrati e humor, ma c’è una vena di malinconia che attraversa tutte le pagine. Myron sta invecchiando, Win inizia a mostrare lati inediti della sua lealtà, e il finale è un pugno allo stomaco che cambia per sempre lo status quo della serie.
In conclusione, “Alta tensione” è un romanzo che parla del veleno dei segreti non detti e della potenza distruttiva della menzogna, sia essa su un social network o a tavola durante il Ringraziamento. Imperdibile per chi ama la saga.
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