“Il grande sonno”, di Raymond Chandler: incipit
Oggi, cari clienti del Thriller Cafè, è un piacere per me ospitare qui un investigatore privato al suo primo caso (dal titolo: Il grande sonno). Le nuove leve vanno incoraggiate, no? E secondo me lui farà strada: si chiama Philp Marlowe… vi dice niente?
Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato, e una minaccia di pioggia torrenziale sospesa nella limpidezza eccessiva là sulle colline. Portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro, cravatta e fazzolettino assortiti, scarpe nere e calzini di lana neri con un disegno a orologini blu scuro. Ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse. Dalla testa ai piedi ero il figurino del privato elegante. Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari.









































Un occhio a ‘Marlowe ti amo’, il primo romanzo breve di uno pseudonimo, Frank Spada (online sul sito http://www.frankspada.eu) e “… mi convinco che la vita equivale a curiosità”.
Ehi Kick, perché quel muso digrignante? Il mio volto, un po’ rimpicciolito, gira già. Guarda che i giorni passano veloci e fra non molto avrai a che fare direttamente con lui!
Ti anticipo che la copertina… mmh, ti piacerà senz’altro.
Buon blog, intanto.
Frank
Nausea, vomito, febbre – senza alcool e fumo per quasi 10 giorni – e al rientro dall’Olanda (beccato quel tizio che ti aveva “influenzato”, l’ho lasciato sopra un turbine nero con la 45 del mio doppio puntata alla tempia) ritrovo Thriller Café in gran lustro!
Bravo Kick. A presto e buon super-lavoro al banco.
F.S.