I cani di RomaDi questo libro mi sa non posso non parlarne: non sono americano d’origine, ma da qualche mese sono romano d’adozione pure io, come il protagonista Alee Blume, commissario a stelle e strisce catapultato nella canicola dell’agosto della Capitale. Firmato da Conor Fitzgerald (che probabilmente conoscerĂ  Roma meglio di me, dato che ci vive dall’89) e pubblicato da Ponte Alle Grazie, I cani di Roma è un romanzo d’esordio che in America ha ottenuto un discreto apprezzamento tra i lettori. Se siete curiosi a riguardo, ve ne riporto la trama:
Arturo Clemente viene assassinato in casa sua da un uomo che neanche conosce. Quando il commissario Alee Blume arriva sulla scena giĂ  fin troppo affollata del delitto, scopre che la vittima, impegnata in prima persona contro le violenze sugli animali, non è uno qualsiasi: si dĂ  il caso che la vedova sia una parlamentare dell’opposizione. Blume, americano di origine, romano d’adozione e sbirro per vocazione, benchĂ© abbia passato oramai piĂą di metĂ  della sua vita nella capitale, non ha ancora imparato a piegarsi alle convenienze e alle clientele a cui i colleghi sembrano tanto attenti. SarĂ  così costretto a giostrarsi continuamente tra la ricerca della veritĂ  e le pressioni da parte dei diretti superiori e dei palazzi del potere perchĂ© dia ai giornali un colpevole; si troverĂ  a lottare per mantenere il controllo del caso in una cittĂ  in cui anche un’indagine per omicidio deve piegarsi alle esigenze della politica.

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