Una famiglia colpevole – Barbara Taylor Sissel

Una famiglia colpevole – Barbara Taylor Sissel

Editore: Newton Compton
Simone Della Roggia
Protocollato il 31 Gennaio 2021 da Simone Della Roggia
Simone Della Roggia ha scritto 150 articoli
Archiviato in: Recensioni libri

“Ci sono crepe che attraversano le famiglie come faglie sotterranee. Invisibili, fino al giorno in cui tutto crolla.”

Oggi al Thriller Café recensiamo “Una famiglia colpevole“, thriller psicologico di Barbara Taylor Sissel.

Quando il telefono squilla nel cuore della notte, Sandy Cline sa già che nulla sarà più come prima. Suo figlio Jordan, vent’anni, è rimasto coinvolto in un grave incidente d’auto insieme al cugino Travis e alla ragazza di quest’ultimo. Tre giovani vite distrutte in un istante, tre famiglie che si ritrovano improvvisamente spezzate. Ma l’impatto vero non è quello con l’albero. È quello con la verità.

L’incidente stradale è solo l’innesco. La vera esplosione arriva dopo, quando si comincia a scavare tra responsabilità, omissioni e rancori antichi. Sandy e sua sorella Jenna erano inseparabili. Lo erano. Ora Jenna accusa Jordan di aver causato lo schianto. E con lui, accusa Sandy. E poi c’è il segreto, quello che Jenna aveva promesso di non rivelare mai — e che invece scaglia sul tavolo come una bomba.

Mentre i ragazzi lottano per sopravvivere, anche gli adulti si trovano a fare i conti con le loro colpe. L’equilibrio familiare si incrina, le tensioni aumentano, e in una piccola comunità dove le voci girano più veloci dei fatti, bastano poche crepe perché l’intera struttura crolli.

Barbara Taylor Sissel costruisce un romanzo che è insieme un family drama e un giallo morale. La domanda non è solo “chi ha causato l’incidente?”, ma “chi siamo davvero quando smettiamo di proteggerci a vicenda?”

Con una scrittura emotiva ma controllata, l’autrice alterna i punti di vista di Sandy e di Libby Hennessey, una donna misteriosa che incrocia il cammino di Jordan e che custodisce connessioni inaspettate con la sua famiglia. Le due donne sono specchi: madri, mogli, figure silenziose ma centrali in un mondo dove gli uomini spesso fuggono e i figli pagano il conto.

Questo romanzo parla di colpa, perdono, identità, abuso di potere, segreti famigliari, e dipendenze. C’è spazio per la critica sociale — come la superficialità con cui si giudicano i giovani, o l’ipocrisia nei rapporti tra adulti — ma soprattutto per un’indagine profonda nell’animo umano.

La tensione non è solo narrativa: è emotiva. Ogni dialogo è carico, ogni silenzio pesa. Le parole non dette fanno più danni degli incidenti.

Un romanzo che scava tra le fratture invisibili della famiglia, e mostra quanto possa essere difficile, e necessario, restare uniti quando tutto intorno trema.

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