Svanito – Tim Weaver

Svanito – Tim Weaver

Serie: David Raker
Editore: Fanucci
Giuseppe Pastore
Protocollato il 22 Agosto 2014 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
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Oggi al Thriller Café serviamo un caffè nero bollente, da bere in fretta prima di scendere in metropolitana. La recensione odierna è dedicata a “Svanito” (titolo originale “Vanished“), il terzo romanzo della serie di Tim Weaver, pubblicato in Italia da TimeCrime.

Se c’è un incubo urbano per eccellenza, è quello di perdersi nella folla. Ma Weaver fa di peggio: ci racconta di un uomo che svanisce nonostante la folla, o forse proprio a causa di essa.

La premessa è una delle più intriganti dell’intera saga e gioca con una delle paure più sottili della vita moderna: la routine. Sam Wren è un pendolare come tanti. Una mattina di dicembre sale sulla metropolitana di Londra, sulla Northern Line. I testimoni lo vedono entrare nel vagone. Le telecamere a circuito chiuso lo registrano mentre passa i tornelli. Il treno parte, entra nel tunnel, e pochi minuti dopo arriva alla stazione successiva. Le porte si aprono, la gente scende. Ma Sam non c’è. Non è sceso, non è rimasto a bordo, non è caduto sui binari. È letteralmente evaporato nel tragitto tra due stazioni.

Sei mesi dopo, la polizia ha archiviato il caso come irrisolto. La moglie di Sam, Julia, è un fantasma vivente, incapace di andare avanti senza una risposta. È lei a chiamare David Raker.

Per l’investigatore, questo caso rappresenta una sfida alla logica ancora prima che un’indagine criminale. La metropolitana di Londra è un sistema chiuso, sorvegliato, illuminato. Come può un uomo adulto scomparire da un tubo di metallo in movimento?

Addentrandoci nella struttura del romanzo, Tim Weaver dimostra qui la sua abilità nel trasformare Londra in un labirinto ostile. Non è la Londra dei monumenti, ma quella sotterranea, buia, fatta di tunnel abbandonati e stazioni fantasma (un elemento storico reale che l’autore sfrutta benissimo). L’indagine costringe Raker a confrontarsi non solo con l’enigma fisico, ma con la vita segreta di Sam Wren. Perché un uomo che svanisce in quel modo, di solito, ha un motivo per non voler essere trovato. O qualcuno ha un motivo molto valido per farlo sparire.

Il ritmo è frenetico, scandito dal rumore sferragliante dei treni. La risoluzione dell’enigma del “come ha fatto” è ingegnosa e soddisfacente, ma è il “perché” a lasciare l’amaro in bocca, svelando una rete di inganni che va ben oltre il semplice tradimento coniugale.

In conclusione, “Svanito” è un thriller claustrofobico che vi farà guardare con occhi diversi i compagni di viaggio la prossima volta che prenderete la metro. Un locked room mystery in movimento che consacra Raker come uno dei migliori investigatori letterari del nuovo millennio.

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