Storia del giallo italiano – Luca Crovi
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Cari amici del Thriller Café, mettetevi comodi e preparatevi ad essere sommersi di informazioni e validi spunti di lettura: oggi vi parliamo di un saggio utile, necessario, estremamente interessante per noi appassionati di letteratura thrilling. Si tratta di Storia del giallo italiano di Luca Crovi, recentemente uscito per Marsilio editore.
«Ho voluto e voglio fare un romanzo poliziesco italiano. Dicono che da noi mancano i detectives, mancano i policemen e mancano i gangsters. Sarà, a ogni modo a me pare che non manchino i delitti. Non si dimentichi che questa è la terra dei Borgia, di Ezzelino da Romano, dei Papi e della Regina Giovanna […]. Il romanzo poliziesco è il frutto rosso di sangue della nostra epoca. È il frutto, il fiore, la pianta che il terreno poteva dare. Nulla è più vivo, e aggressivo della morte, oggi. Nel romanzo poliziesco tutto partecipa al movimento, al dinamismo contemporaneo: persino i cadaveri che sono, anzi, i veri protagonisti dell’avventura. Nel romanzo poliziesco ci riconosciamo quali siamo: ognuno di noi può essere l’assassino o l’assassinato».
Con questa bella citazione di Augusto De Angelis, Luca Crovi apre la sua investigazione su quando, dove, come e perché è nato, rinato e cresciuto il giallo italiano in tutte le sue forme e declinazioni.
“Credo che la realtà fatta di giustizie e ingiustizie di atti eroici e azioni criminali” – scrive Crovi – “abbia costituito nel tempo la robusta colonna vertebrale del giallo italiano, un genere che ha permesso agli autori di mostrare pregi e difetti del paese Italia, costumi e malcostumi, e che ha scelto di narrare il nostro territorio attraverso le sue città e i caratteri delle persone che le abitano scegliendo investigatori singolari che sono diventati beniamini del pubblico ma anche testimoni dei cambiamenti della nostra civiltà. Molti autori ci hanno tenuto a spiegare ai lettori il loro approccio alla narrativa di suspense, l’uso che intendevano farne. (…) E i lettori hanno seguito le loro filosofie narrative, romanzo dopo romanzo, con passione”.
E partendo da quest’assunto, Crovi ci conduce in un’approfondita e dettagliata panoramica del giallo, thriller, noir italiano analizzandone le origini, l’evoluzione, i cambiamenti a tutto tondo, attraverso vari piani narrativi. C’è in primis un piano temporale: un’ideale, immaginaria linea del tempo che dalla metà dell’Ottocento ci conduce fino al 2020 attraversando la storia, l’evoluzione socio-culturale, le tante tappe della storia di un Paese che passa per due guerre, un regime oscurantista che estende la sua longa manus anche sulla letteratura, una strategia della tensione, più ondate di rinascita prima di arrivare, conseguentemente, ai giorni nostri.
C’è poi un piano spaziale che ci porta in lungo e in largo per tutto lo Stivale, soffermandoci su città come Milano, Napoli, Torino e territori come l’Emilia, la Toscana, la Sicilia… E ancora il giallo viene scandagliato attraverso i suoi protagonisti, i personaggi che ne hanno fatto la storia, tra cui il commissario De Vincenzi, Duca Lamberti, Salvo Montalbano, Grazia Negro, Lolita Lobosco, Vanina Guarrasi, Alice Allevi, Imma Tataranni, Malinconico, Sarti Antonio e chi più ne ha più ne metta. E poi, non ultimi, ci sono gli autori, partendo da Mastriani, De Marchi, De Angelis per proseguire con Scerbanenco, Sciascia, Camilleri, Faletti, Lucarelli, Malvaldi, Carlotto, Macchiavelli, De Cataldo, Biondillo, Sclavi, Carrisi, Carofiglio… e tantissimi altri. E come dimenticare le donne, degnamente rappresentate sia in un apposito capitolo loro dedicato – “Le dame in nero” – sia pienamente inserite nella narrazione spazio-temporale che le vede protagoniste, al pari dei colleghi uomini, di tutte le tappe dell’evoluzione del giallo italiano. Così troviamo nomi come Matilde Serao, la Adami Cocchia, la Invernizio, Laura Grimaldi, le Martignoni, Paola Barbato, Barbara Baraldi, Ilaria Tuti, Grazia Verasani, Marilù Oliva, Cristina Cassar Scalia, Gabriella Genisi, Alice Basso, Mariolina Venezia e tante altre.
E non ci sono solo i romanzi: ampio spazio viene dato anche alle antologie, alle raccolte, alle collane editoriali, ai fumetti, alle serie Tv, ai film che, insieme a chi li ha creati e promossi, hanno contribuito non poco alla diffusione di questo genere tanto amato nel nostro Paese, nonostante le iniziali diffidenze di chi sosteneva che l’Italia – per conformazione e tessuto sociale – non fosse adatta ai gialli che, sempre secondo i disfattisti, avrebbero dovuto restare prerogativa di inglesi e americani.
In quest’opera completa e complessa, impegnativa, ma organica e ben calibrata, Crovi dimostra che l’Italia in fatto di gialli, non solo è in grado di reggere il confronto con realtà più note, ma è stata capace, nel tempo, di innovare, recepire e creare nuove tendenze narrative. Inoltre, cosa ben più importante, gli autori italiani hanno saputo intercettare, comprendere e raccontare i segni di una società in continuo cambiamento, cogliendo pienamente i suoi lati più oscuri, sofferenti e reconditi.
In questo saggio interessantissimo, Crovi – che non è nuovo ad imprese come questa (ricordiamo Tutti i colori del giallo, 2002), quasi titaniche, ma di certo utili e godibili – ha fornito un contributo imprescindibile per chiunque sia appassionato di giallo, thriller e noir e un’ottima guida per chi voglia avvicinarsi a questo genere tanto affascinante. Occorre, per dovere di chiarezza, ribadire che si tratta di un saggio, quindi per quanto scorrevole ed organico, non ha la fluidità di un romanzo, ma ciò non deve scoraggiare chi intenda leggerlo: ve l’assicuriamo, non vedrete l’ora di finirlo per correre a recuperare autori e storie che vi hanno incuriosito!
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