In una Milano che potrebbe essere quella di oggi come quella di venti anni fa o come ciò che potrebbe essere tra venti anni, Claudio è “l’uomo delle consegne”. Ma non lavora per Amazon o roba del genere, lui consegna carne umana, persone, bambini o donne. Lui li consegna vivi, destinati al piacere illecito e morboso di gente che può permettersi di pagare molti soldi, ma spesso il destino di quelle persone è la morte, perché chi paga per abusare del loro corpo ha modi violenti ed estremi per trarne piacere o perché il gusto di dare la morte è esattamente  lo scopo per cui hanno commissionato la consegna: pagano per uccidere.  Claudio compie con scrupolo e puntualità il proprio servizio, senza pietà per la sua “merce”, senza formulare alcun giudizio sui clienti, non li rispetta, non li disprezza, l’importante sono i soldi; da portare a Coniglio il boss per cui lavora, a capo di una grossa organizzazione criminale, dal quale riceverà la sua parte. Una banalità del male che in lui si è fatta stile e filosofia di vita. Tuttavia  in questa sua vita pare esistere spazio per il sentimento, per almeno un sentimento, quello per Eliana, una escort di alta classe che ricambia il suo amore; anche lei lavora per Coniglio.

Si amano davvero Claudio ed Eliana? Difficile dirlo, però in qualche modo tengono l’uno all’altra. Ma forse Eliana ha subito di recente un incidente sul lavoro: ha contratto l’Hiv. Lo sospetta  Stefano, che da poco è stato suo cliente è che ora è disperato perché Giulia, la sua ragazza, torna a Milano dopo aver trascorso un Erasmus in Spagna. Dopo mesi di lontananza, fare l’amore dovrebbe essere cosa ovvia e naturale, ma Stefano non può, non vuole rivelarle il suo problema, sarebbe la fine del loro rapporto. Però anche Giulia non ha fretta di celebrare con il sesso il loro ricongiungimento. Anche lei ha un segreto che non è pronta a confessare: in Spagna ha tradito Stefano con un altro uomo e ora è incinta. Stefano, che lo ignora, intanto ha la dannata idea di costruire a posteriori per il suo tradimento una versione volta a giustificarlo, basata su una nuova menzogna, un rimedio che si rivelerà peggiore del male.

Fra i quattro personaggi viene dunque a intrecciarsi un nesso di concatenazione accidentato e complesso che troverà una sorta di catarsi nella “crisi professionale” di Claudio che si vedrà affidata una “consegna” talmente abominevole che per la prima volta si accenderà una piccola luce nella sua coscienza, volgendo la storia verso sviluppi ed esiti imprevedibili a tragici.

I quattro personaggi, pur ritratti nella loro deriva morale, nella loro inconfessata disperazione di vivere, priva di valori, vuota di interessi che non siano i propri personali egoismi, appaiono stagliati a tinte forti, con tratti ben definiti sullo sfondo del sottobosco nero della Milano del crimine, del vizio: una città che esiste e resiste ben nascosta sotto la patina di quella ufficiale della buona qualità della vita, dei primati, dei sogni da offrire a poco prezzo ai turisti di passaggio. Come spesso accade in questo genere di narrazioni noir, il vero protagonista alla fine è lo scenario, l’ambiente che, con la sua capacità di suggestione ingloba i personaggi rendendoli funzionali ad esso, inimmaginabili al di fuori.

Edoardo Maspero, giovane autore lombardo, con questo romanzo è alla sua seconda prova narrativa, dopo “Nero catrame” del 2016. Abbiamo quindi una conferma del suo talento di narratore robusto, capace di scendere analiticamente nei meandri delle psicologie più complesse e tormentate e in più la conquista di una più acuta sensibilità nel cogliere la tenuità degli invisibili confini che spesso, nella medesima personalità, separano il bene dal male.

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  • Maspero, Edoardo (Author)