Red Dragon – Thomas Harris
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Al Thriller Café oggi facciamo le ore piccole: chissà se mentre leggete questo articolo c’è in arrivo nel cielo una bella notte di luna piena. Un astro colmo di significati esoterici e di fascinazioni! Mettetevi comodi nelle poltroncine mentre vi preparo un buon drink per accompagnare la lettura delle prossime righe in cui vi presento questo libro arcinoto, ma che io ho ritrovato solo recentemente.
Iniziamo dalla trama:
Il protagonista della storia è Will Graham, ex agente dell’FBI, un uomo riservato e con un dono inquietante e terribile: riesce con estrema facilità a mettersi nei panni di un assassino, a entrare nella sua mente, riesce a pensare come un assassino e anche (aiuto!) a provare simili emozioni. In passato questa dote, unita alla capacità di anticipare le mosse dei cattivi, gli ha permesso di concludere con successo delle indagini, portando anche alla cattura del famigerato serial killer Hannibal Lecter. Per Will Graham questo dono è soprattutto una maledizione e per questo non è molto entusiasta quando viene richiamato d’urgenza direttamente da Jack Crawford, capo dell’unità di scienze comportamentali dell’FBI di Quantico. A mettere in crisi la squadra federale è uno spietato serial killer di famiglie che viene chiamato “Lupo Mannaro” perché i suoi delitti si compiono proprio nelle notti di luna piena. Ha inizio una lotta contro il tempo per acchiappare il killer prima del plenilunio successivo. Quali mosse permetteranno ai nostri protagonisti di portare tutto a un lieto fine?
La mia esperienza di lettura:
Nonostante tutti mi abbiano suggerito di leggere Red Dragon prima di iniziare Il silenzio degli innocenti, ho fatto di testa mia e ho seguito l’ordine a ritroso. Dal mio punto di vista, l’esperienza di lettura ne ha giovato. Il silenzio degli innocenti è un capolavoro con una trama ricchissima e dei personaggi molto caratterizzati. Anche questo libro ha uno sviluppo fantastico, ma… il personaggio che tutti aspettiamo, il Dottor Lecter, qui ha un ruolo davvero marginale. Per questo motivo penso di essermelo gustato meglio (per stare in una metafora da cannibale!) dopo aver approfondito il personaggio ne Il silenzio degli innocenti. Il fatto di avere già in testa una bella immagine Hannibal Lecter mi ha permesso di apprezzare ancor di più i momenti in cui appare in questo libro. Lo stesso per quanto riguarda Jack Crawford, che qui apprezziamo per il suo essere instancabile e determinato, ma che non conosciamo nei suoi lati più sensibili.
Per quanto riguarda invece i due pilastri di Red Dragon, sia Will Graham che il serial killer ci spaventano ognuno a modo proprio. Ci fanno paura forse perché per alcuni aspetti sono simili. Tuttavia, ci fanno – diversamente – intenerire. I serial killer di Thomas Harris sono degli psicopatici, sono delle persone malate, ma durante la trama di Red Dragon proviamo emozioni di vario tipo. A volte riusciamo quasi a entrare in empatia con il disagio dei protagonisti. Vorremmo quasi tendergli una mano. Salvo poi scappare lontanissimo!
Perché vi consiglio questa lettura a quarant’anni dalla pubblicazione:
Il delitto della terza luna è un thriller coinvolgente, veloce, emozionante. Una storia che non invecchia e che anzi, si fa apprezzare per quello spirito senza tempo e per quello stile che ci porta a entrare nella testa dei personaggi, nelle loro vite, relazioni, paure, gioie. C’è certamente il filone legato all’indagine, ma c’è di più: io ne ho percepito la volontà di narrare una storia che ci aiuti a riflettere su come sia importante mettersi nei panni degli altri, creare empatia.
E in questo momento che tutti stiamo vivendo, di empatia ne dobbiamo avere davvero tanta per sentirci uniti durante una pandemia globale. Penso sia questo elemento che mi ha arricchito maggiormente e che porterò con me quando avrò riposto il libro nello scaffale. Forse mi scorderò a breve i dettagli della trama, ma sicuramente porterò con me il desiderio di comprendere meglio gli altri.
Spero vi siate goduti il drink e queste parole, chissà se vi siete accorti che in sottofondo c’è in radio il Canone di Pachelbel, melodia meravigliosa che incontrerete nel libro e che vi invito a mettere subito in playlist.
Buona lettura!
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