Barman, un po’ di musica classica per favore! Devo creare la giusta atmosfera e il corretto contesto per accogliere oggi i clienti del Thriller Café. Il libro di cui vi parlo è uno dei must del thriller ed è tra i primi ad aver dato origine alla figura di un certo tipo di serial killer. Sono certa che lo conosciate già tutti.  

Il silenzio degli innocenti (titolo originale: The Silence of the Lambs) è stato pubblicato nella prima edizione nel 1988 quindi sì, io e questa storia abbiamo la stessa età! Ce ne sono voluti quindi di anni perché mi decidessi a confrontarmi con il personaggio di Hannibal Lecter. È di questo che vi voglio parlare oggi, oltre a darvi gli obbligatori riferimenti sulla trama. Nel parlarvi de Il silenzio degli innocenti voglio parlarvi soprattutto di lettura, di pregiudizi, di ostacoli e – uhm, – di meravigliose scoperte!

Il personaggio di Lecter è ormai parte della cultura popolare: a tutti sarà capitato di ascoltare in un dialogo un riferimento, una battuta, un commento, un richiamo al cannibale per eccellenza. A me personalmente per tantissimo tempo la figura di questo psichiatra macabro ha creato tanto spavento. Non per un motivo specifico, non avevo nemmeno visto il film! Mi ha sempre fatto paura perché Hannibal Lecter era per me una sorta di Uomo Nero.

Per via di questo pregiudizio – e forse non per caso, – mi sono rifiutata in tante occasioni di cominciare questo libro. Pensavo fosse troppo difficile, troppo cupo, troppo orrorifico. Ho affidato il mio rifiuto esclusivamente a quella che era la mia percezione nei confronti del mondo Lecter. Mi sbagliavo. Mi sbagliavo tantissimo.

Ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuta dare una possibilità a Il silenzio degli innocenti quando al posto di coltivare supposizioni ho deciso di confrontarmi con gli altri. Lo ho fatto in particolare con Matteo Bortolotti, mio marito, scrittore di noir e gialli, e ascoltando i suggerimenti del nostro Barman qui, Giuseppe Pastore. Lo ho fatto anche grazie a tanti feedback ricevuti su Facebook quando con un post ho annunciato che avrei provato la lettura. Parlare con gli altri e ascoltare le esperienze degli altri lettori ha creato una scissione rispetto a quello che era il contesto in cui io avevo erroneamente inserito questo titolo.

Così ho iniziato a leggere il libro (anche se sono stata cazziata per non aver letto prima Red Dragon ovvero Il delitto della terza luna… vi parlerò anche di questo). Insomma, questi ‘agnelli’… Le prime pagine mi hanno letteralmente travolto: la scrittura è densa e semplice allo stesso tempo, è umorale, erotica potremmo quasi azzardare a dire.

Ammetto di essere caduta dalle nuvole quando, arrivata al primo 30% del libro, mi sono resa conto che il “cattivo” non era Hannibal Lecter, bensì Buffalo Bill, il feroce serial killer che scuoia le proprie vittime. Che colpo di scena! (Lo so, queste cose le sanno anche i sassi, ma io me ne ero tenuta alla larga…)

Facciamo un recap della trama in sintesi

Quando viene ritrovata la nuova vittima del pericoloso killer Buffalo Bill, l’FBI ha una sola risorsa a disposizione che potrebbe portare un contributo all’indagine: Hannibal Lecter, uno psichiatra geniale, colto e raffinato che è incarcerato a vita per i reati commessi. Jack Crawford, il capo dell’unità di scienze comportamentali dell’FBI a Quantico, darà ‘in pasto’ al cannibale Clarice Starling, una giovane recluta, per provare a trattare con il dr. Lecter. Il prezzo? Uno scambio: Lecter aiuterà l’FBI ad arrestare Buffalo Bill in tempo per salvare la sua ultima preda se Clarice accetterà di confidargli i segreti che celano e tormentano la sua anima.

I giochi di potere, sani o perversi che siano, sono ciò che rende i personaggi della storia così interessanti da scoprire. Invece di vederli nella loro individualità, mi piace immaginarli a coppie: Starling – Crawford, Starling – Lecter, Lecter – Crawford, e così via. Nelle combo perfette che si intrecciano ne Il silenzio degli innocenti troviamo conflitti accattivanti, emozioni che si incontrano o che si respingono. Tutto questo per me è stato wow!

Cosa ho imparato da questa esperienza?

In primis mi sento arricchita come lettrice, arricchita dalla consapevolezza che anche se la lettura è un momento individuale, più condividiamo la nostra passione con gli altri e più ascoltiamo i punti di vista dei lettori, più riusciamo ad abbattere gli ostacoli, i tabù, che ci siamo auto-imposti. Cerchiamo di parlare più spesso delle storie che ci piacciono, che ci cambiano, che – semplicemente, – ci divertono.  

Alla fine de Il silenzio degli innocenti mi si è aperto un nuovo mondo. E quindi, mentre al Thriller Café sentiamo le note del Canone di Pachelbel (SPOILER!), è giunto il momento per me di scrivere il prossimo pensiero di lettura su Red Dragon.

Tra qualche giorno lo troverete sempre pubblicato qui. Spero di ritrovarvi tutti al bancone: sarò felice di ascoltare la vostra opinione! 😉

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Il silenzio degli innocenti
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Il silenzio degli innocenti
  • Harris, Thomas (Author)