Ore di terrore – Greg Iles

Ore di terrore – Greg Iles

Editore: Piemme
Giuseppe Pastore
Protocollato il 5 Settembre 2008 da Giuseppe Pastore con
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Spazio oggi al Thriller Café per un romanzo di Greg Iles, edito originariamente nel 2000 e arrivato in Italia con il titolo di “Ore di terrore” (Piemme).

Il meccanismo narrativo qui si fonda sulla separazione imposta ai protagonisti: tre rapitori, tre ostaggi, tre location separate. Il piano è progettato per durare esattamente 24 ore. Il capobanda, lo spietato Joey Hickey, si barrica in casa con la madre, Karen. Un secondo complice tiene in ostaggio il padre, Will, in una camera d’albergo a chilometri di distanza. Il terzo uomo, un gigante affetto da ritardo mentale di nome Huey, nasconde la piccola Abby, di soli cinque anni. L’assicurazione sulla vita dei criminali è semplice e spietata: se Huey non riceve una telefonata di conferma da Joey ogni trenta minuti, ucciderà la bambina.

Ma l’ingranaggio perfetto si inceppa su due variabili impreviste. La prima è medica: Abby è gravemente diabetica e senza le regolari iniezioni di insulina le restano poche ore di vita. La seconda è umana: Karen e Will non sono le classiche vittime sacrificali disposte ad aspettare passivamente la propria esecuzione, ma decidono di combattere sul filo del rasoio.

Con questo tipo di premessa, è facile immaginare che la corsa contro il tempo imponga al romanzo un ritmo implacabile, ma più che la trama a orologeria il punto di forza del romanzo è l’aspetto psicologico, con il gioco al massacro e il continuo ribaltamento di potere che si instaura nello scontro diretto tra Karen e Joey all’interno della casa.

Una storia, se vogliamo, scritta in modo “cinematografico”, e di fatto pochi anni dopo è arrivato il film “24 ore“, con Kevin Bacon e Charlize Theron. Ma come spesso accade quando la storia è votata all’azione nuda, cruda e spesso violenta, capita che i personaggi prendano decisioni avventate o palesemente stupide solo per far avanzare la trama e arrivare a un finale concitato da tripudio hollywoodiano.

In sintesi, “Ore di terrore” è un buon thriller, consigliato a chi apprezza le storie con deadline mortali, e non si formalizza di fronte a qualche esagerazione narrativa che aumenti il climax.

Se siete curiosi, qui c’è l’incipit nella traduzione di A. Romeo.

“I bambini se la cavano sempre. Te l’ho detto.”
Fino al giorno precedente, Margaret McDill non aveva mai visto quell’uomo in vita sua. Adesso la sua presenza dominava ogni istante, ogni pensiero. Aveva detto di chiamarsi Joe, ma lei era convinta che si trattasse di un nome falso. Joe aveva i capelli scuri e la carnagione chiara; doveva essere sulla cinquantina. Un’ombra di barba gli copriva le guance e il mento.
Margaret non riusciva a sostenere il suo sguardo. Quegli occhi erano furiosi, due pozzi neri che le risucchiavano la vita, prosciugandola di ogni forza di volontà. Lui sapeva cosa lei stesse provando.
“Non ti credo” disse piano.
Qualcosa increspò la superficie degli occhi scuri, come il guizzo della coda di un pesce sulla superficie dell’acqua. “Ti ho mai mentito finora?”
“No. Ma… hai lasciato che ti guardassi in faccia questa notte. Perciò non mi libererai.”
“Te l’ho detto, i bambini se la cavano sempre.”

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