Non lasciarmi cadere – Malin Persson Giolito
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Cari lettori del Thriller Café, ricordate Sabbie mobili, quel bellissimo giallo giudiziario uscito qualche anno fa, dal quale fu tratta anche una serie tv? Ebbene, la sua autrice, Malin Persson Giolito, è tornata in libreria con un nuovo giallo, Non lasciarmi cadere, sempre pubblicato da Salani.
L’autrice, Malin Persson Giolito, è nata a Stoccolma nel 1969. Ha lavorato come avvocato per il più grande studio legale scandinavo ed è un funzionario della Commissione Europea a Bruxelles, dove vive con il marito e le tre figlie. Dopo il successo internazionale del suo terzo romanzo, Sabbie mobili – bestseller che ha vinto numerosi premi – la Giolito torna ancora a parlare di giovani, affrontando temi di stretta attualità.
Ancora una volta siamo in Svezia, nel freddo di dicembre, ancora una volta si parla di ragazzi alle soglie dell’adolescenza, come già nel romanzo precedente. Lo scenario qui è diverso: siamo in due sobborghi di Stoccolma, Varinge e Vronndiken, confinanti ma molto diversi tra loro. Il primo è un quartiere difficile in cui imperversa la delinquenza ed in cui vivono immigrati e famiglie disagiate. Il secondo è il classico quartiere bene, ordinato, silenzioso, elegante, snob come la gran parte dei suoi ricchi abitanti. Due ragazzi provengono dai rispettivi quartieri: Billy e Dogge, due quattordicenni diversissimi che una volta erano bambini ed erano grandi amici. Ora, invece, pare che Dogge abbia appena sparato a Billy. Perché? Cos’è successo a quei ragazzi, alla loro amicizia, alla loro purezza? Se lo chiede anche Farid, il poliziotto di Varinge che conosce bene Billy, Dogge e tutti i ragazzi come loro. Cosa spinge un ragazzino di quattordici anni a sparare al suo migliore nonché unico amico?
“Non lasciarmi cadere” non ha la forza dirompente di “Sabbie mobili“, non ha la stessa fredda crudezza, eppure è parimenti valido e non lascia indifferenti. Il tema della violenza tra baby gang e della microcriminalità è preponderante in tutto il romanzo, quasi schiacciante. La trama si sviluppa su due piani temporali: se nel passato – mentre i ragazzi si conoscono e pian piano cominciano a delinearsi le loro personalità l’escalation di violenza era evidente ed esponenziale, nel tempo presente prevale soprattutto la paura, la tensione. Ma c’è un punto in cui si viene colti da straniamento perché i piani si confondono e la violenza dilaga in tutta la sua forza, per lasciare il posto, solo dopo, all’inquietudine. Altri temi pure rilevanti sono l’immigrazione, il razzismo strisciante e la difficile situazione degli immigrati, nonché la difficoltà di educare i figli (specie quando i genitori sono i primi a non essere stabili e ad avere evidenti problemi relazionali), l’abuso di stupefacenti ed alcolici anche in giovane età… tutto concorre a creare un’immagine di una società contorta su se stessa e sempre più alla deriva.
Billy, Dogge, le loro famiglie e i loro contesti sono tracciati nitidamente e con cura; la scrittura è lenta, cadenzata, mai davvero concitata, ma è anche precisa e scava a fondo lasciando nel lettore la sensazione che – se anche dimenticasse personaggi e trama – non dimenticherà certo quanto di importante il romanzo aveva da trasmettergli.
“Non lasciarmi cadere“, in definitiva, è un giallo che non fa sconti, che non edulcora e non annacqua. Uno di quei libri importanti per capire la società che abbiamo di fronte.
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