Oxen. La prima vittima – Jens Henrik Jensen
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Primo capitolo di una trilogia che ha venduto in patria oltre 350.000 copie, insignito del Reader’s Crime Award 2017, in corso di traduzione in tredici Paesi e i diritti già acquistati per un film, Oxen – La prima vittima si propone come un successo preannunciato.
Niels Oxen faceva parte dei Jaeger Corps, i corpi speciali danesi: i tempi delle decorazioni – tante – e delle guerre sporche – troppe – sono però lontani, e Niels vive come dumpster diver in perenne lotta con il suo tragico disturbo da stress post traumatico. Nel tentativo di trovare pace e un nuovo inizio parte con il suo cane Mr.White verso Nord e si accampa nei boschi di Rold Skov: posto sbagliato e momento sbagliato, perché nel castello circondato dai boschi, l’ex ambasciatore e proprietario Hans-Otto Corfitzen viene assassinato. Quasi contemporaneamente altri due uomini tra i più influenti della Danimarca muoiono in circostanze che non sembrerebbero misteriose se non fosse per un unico, orribile comun denominatore: anche i loro cani sono stati impiccati.
E’ l’inizio di una complicata storia dove Oxen ha due possibili opzioni: accettare l’offerta dei servizi segreti e iniziare a indagare come cane sciolto, o diventare il perfetto capro espiatorio. E non è detto che l’una escluda l’altra.
La prima vittima inizia come un classico thriller nordico, e si trasforma nel corso del romanzo di qualcosa di diverso: i primi capitoli sono dedicati alla descrizione di luoghi e persone, alla presentazione di Oxen, con l’autore che si prende il tempo necessario per trasportare il lettore nel suo mondo. La scrittura è curata, non eccede nella lentezza che a volte caratterizza la letteratura scandinava, e le descrizioni che ne scaturiscono servono a creare un’atmosfera affascinante che avvolgerà il romanzo sino alla fine, dove una cornice naturale quasi incontaminata fa da sfondo a misteri che si infittiscono e trame che si complicano.
Il meccanismo narrativo di Oxen – La prima vittima funziona in modo impeccabile e poggia su due pilastri: il protagonista e la trama complessa.
Come può un eroe di guerra pluridecorato vivere come senzatetto? E chi sono “i sette” che tornano nei suoi incubi notturni? Jens Henrik Jensen racconta la caduta libera di un uomo coraggioso, determinato, con un forte senso della giustizia ma introduce anche gli elementi che fanno pensare che la trilogia sia anche l’occasione per una storia di riscatto. A mano a mano che la storia si sviluppa il personaggio di Oxen prende consistenza, veniamo a conoscenza di quello che ha determinato la sua malattia, proviamo sempre più empatia per un uomo che ha visto troppe atrocità e che nonostante tutto cerca ancora di essere una persona decente: l’autore è abile nel giocare con alcune ambiguità, semina falsi indizi che riguardano il passato e in questo modo il personaggio di Oxen sfugge alla monodimensionalità che tavolta permea i personaggi con un passato da ex militari.
Il romanzo inizialmente sembra un bel romanzo scandinavo classico, un’indagine su un potenziale serial killer che ha come firma l’impiccagione dei cani e che serve a svelare alcune magagne dell’alta borghesia danese: il libro però prende velocità nel corso dei capitoli, e si aggiungono elementi della spy story e del thriller storico che ben si armonizzano tra loro, senza mai scivolare nell’inverosimiglianza che a volte si trova nei racconti che svelano trame di società segrete alla club Bilderberg.
Il finale rivela e complica: sapremo chi e perché ha ucciso alcuni degli uomini più potenti di Danimarca, ma le domande irrisolte che vengono messe in campo sono molte di più delle risposte che otteniamo. La storia di Oxen non finisce qui, e il prossimo capitolo promette di essere più complesso e intricato del primo.
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