Oggi parleremo di un libro che mi ha tenuto compagnia durante i primi giorni della mia sessione invernale: “Non disturbare”, di Claire Douglas.
Claire “nasce” come giornalista, ma ha sempre coltivato una profonda passione per la narrativa.
Il sogno di diventare scrittrice di narrativa è divenuto realtà nel 2016, quando ha pubblicato “Le sorelle”, con cui si è aggiudicata il Marie Claire Debut Novel Award e una schiera di appassionati lettori.
Questo intrigante thriller è ambientato in Galles, fra i monti Brecon Beacons.
Qui la protagonista, Kirsty, decide di lanciarsi in un ambizioso progetto: ristrutturare un vecchio edificio abbandonato, l’Old Rectory, per trasformarlo in un onirico Bed & Breakfast.
Questa nuova avventura prende avvio in compagnia del marito, Adrian, che a piccoli passi sta cercando di rimettersi da una profonda depressione; assieme alle figlie, Amelia e Evie, e assieme alla madre, Carol, che non perde occasione per sottolineare l’inadeguatezza della figlia.
Kirsty, che a lungo aveva fantasticato di aprire un B&B, si renderà subito conto delle difficoltà a cui sta andando incontro: la ristrutturazione si rivelerà molto faticosa e, come se non bastasse, circolano voci che l’edificio sia infestato dai fantasmi.
La nuova famiglia non viene accolta calorosamente dalla comunità e Amelia, la figlia adolescente, non perde occasione per dimostrare il suo disappunto: ha dovuto abbandonare i suoi amici a Londra e a scuola riscontra alcune difficoltà nel stringere nuove amicizie.
Inoltre, le figlie dovranno abituarsi a vivere la loro intima quotidianità con degli estranei e questo cambiamento porterà la piccola di casa, Evie, a soffrire di sonnambulismo.
Questo quadro famigliare già complesso verrà sconvolto dall’arrivo della cugina Selena, che Kirsty non frequenta più da ben diciassette anni: questa donna magnetica e affascinante ci viene presentata come una bugiarda e una manipolatrice che, a diciotto anni, aveva accusato un parente stretto di violenza sessuale.
Kirsty non vuole accoglierla in casa ma Carol riuscirà a convincerla: la giovane donna sta affrontando una separazione molto dolorosa e, come se non bastasse, la figlia ha gravi problemi di salute ed è costretta su una carrozzina.
Il suo inaspettato arrivo sarà accompagnato da eventi inquietanti che porteranno Kirsty a interrogarsi non solo sulla personalità della cugina Selena, ma anche sulla malattia della bambina, Ruby, e sulla fedeltà del marito.
A causa di un mortale incidente la famiglia dovrà subire l’intrusione di una detective, che scaverà nei loro morbosi rapporti familiari.
Questo triste fatto riunirà la famiglia di Kirsty e creerà non pochi problemi ai suoi affari: alcuni clienti verranno disturbati dalle indagini della polizia e le prenotazioni diminuiranno progressivamente.
Il finale prenderà una piega piuttosto inaspettata: […] “la mia famiglia, le mie figlie, sono la mia vita, e io farei qualsiasi cosa -qualsiasi cosa- per proteggerle.”
La scrittura del romanzo è scorrevole e coinvolgente: la Douglas riesce a trasportarci tra le montagne del Galles e ad inserirci all’interno di questa complessa trama famigliare.
I personaggi sono ben delineati, tuttavia presentano numerose sfaccettature che ci porteranno ad interrogarci sulla loro sincerità.
Alcune tematiche non sono di facile digeribilità, fattore che garantisce una certa notorietà all’autrice; per quanto mi riguarda alcuni plot-twist si sono rivelati un po’ scontati, ma credo possa dipendere da alcune letture che ho affrontato in precedenza, e non da un’incapacità dell’autrice di “mantenerci col fiato sospeso”.
In sintesi, il romanzo è molto valido: non presenta buchi di trama o incongruenze e sono piuttosto curiosa di recuperare i suoi due romanzi precedenti, che hanno riscosso un notevole successo.
Lo consiglio vivamente a chi necessita di una lettura capace di distrarre: se non sapete come passare un pomeriggio piovoso, Claire Douglas saprà sicuramente tenervi compagnia!
Recensione di Giada Belloro.
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