Paolo Lanzotti (Venezia, 1952) esordisce in campo letterario con opere di fantascienza e fantasy.

Alcuni suoi romanzi sono risultati finalisti ai premi Odissea 2011, Urania-Mondadori 2012, Il Giallo Mondadori 2015 e Odissea 2015.

Pur occupandosi ancora, saltuariamente, di questi generi letterari, negli ultimi anni si è dedicato principalmente ai gialli storici scrivendo alcuni romanzi ambientati nella Venezia del ‘700 e ‘800. Nel 2016 ha vinto il premio “Alberto Tedeschi”- Il Giallo Mondadori, con il romanzo La voce delle ombre ambientato negli ultimi giorni della rivoluzione veneziana del 1848-49. Nel 2017 pubblica La verità è un’ombra, Watson, nella collana Il Giallo Mondadori Sherlock.

Ora, attenti lettori del Thriller Café, vi propongo la mia recensione del suo I guardiani della laguna (TRE60, 2021) in attesa del suo sequel Le ragioni dell’ombra che uscirà il 27 gennaio 2022.

Venezia, gennaio 1753. «Spossata da una lunga notte di carnevale, Venezia dormiva».

«L’aria era pregna di un odore pastoso, in cui si mescolavano gli aromi del caffè, delle spezie e delle ciambelle fritte. Il chiacchiericcio era un’onda di marea che tracimava in cento lingue e dialetti. Le maschere dominavano ovunque, tra damine in abito da fata e uomini vestiti da donna o da “medico della peste”» è in questa atmosfera che Marco Leon, agente segreto dell’Inquisizione di Stato, è impegnato a dare la caccia allo sfuggente avventuriero che tiene sotto scacco Venezia: Il Francese «…era alto più di un metro e ottanta. Era la sola cosa che si sapesse di lui.»

Gli sfuggirà e lui, che è detto anche Il Leone di Venezia, viene convocato dall’attuale Inquisitore di Stato, Alvise Geminiani, «Un oligarca bonario e spietato, capace di veleggiare con uguale naturalezza nei mari del bene e del male.». Quest’ultimo gli affida l’incarico di indagare sulla morte di un ricco nobilhomo, Giovanni Coredo, avvenuta in un palco del teatro Sant’Angelo durante la rappresentazione della Locandiera di Goldoni.

Ma quella sera, contemporaneamente, è stato ucciso anche l’attor giovane della compagnia, Bernardo Flamini. Come mai nessuno si occupa di lui? È solo perché i crimini comuni non sono materia che interessa l’Inquisizione oppure c’è sotto qualcos’altro? I due morti non sembrano aver legami tra di loro, ma il doppio omicidio è solo una coincidenza o si tratta di due pedine che fanno parte dello stesso gioco?

Così a malincuore Marco Leon si vedrà costretto a indagare sui fatti del teatro Sant’Angelo perché le richieste dell’Inquisitore non sono semplici richieste, ma ordini. Si troverà così ben presto invischiato in un’intricata “faccenda” che va ben oltre gli eventi delittuosi assumendo la connotazione di un intrigo internazionale…

I guardiani della laguna è stata per me una piacevole sorpresa. Mi sono, infatti, trovata di fronte a un piccolo gioiello di rara bellezza scritto in modo colto, raffinato ed elegante, ma comunque sempre intrigante. L’ambientazione è quella di una Venezia decadente e moribonda «Si, Venezia moriva. E limmortalità della sua morte non stava nella frivolezza delle feste mascherate, dei postriboli o delle sale da gioco in cui la cittadinanza si dissanguava giorno e notte… limmortalità della sua agonia stava nel disperato fatalismo con cui quel declino era accettato da tutti. Stava nella frenesia con cui i veneziani preferivano inebriarsi di vacuità, piuttosto che reagire

La penna di Paolo Lanzotti ha la capacità straordinaria di descrivere in modo particolareggiato scene e ambientazioni rendendo le sue pagine talmente vere e vivide che a noi lettori sembra di essere lì in mezzo a quelle calli e a quei campielli, ai palazzi aristocratici ormai decadenti o su una gondola che sbatacchia qua e là percependo addirittura la sensazione che lascia l’umidità sulla pelle. Straordinari tutti i personaggi. In primis Marco Leon «… non era un uomo qualsiasi, era un bizzarro miscuglio dintelligenza, fierezza e ingenua integrità morale. Una combinazione anacronistica e pericolosa».

Accanto a lui dame, cicisbei, barcaioli, prostitute, contrabbandieri, attori e uomini di Stato, tutte figure sfaccettate e affascinanti. Eroi tragici e sfuggenti, bugiardi o sinceri. La maggior parte di loro sono frutto della fantasia dello scrittore, ma alcuni sono veramente vissuti in quegli anni come Carlo Goldoni e Giacomo Casanova entrambi descritti come personaggi autentici e reali.

Quasi un personaggio può anche essere considerato il Carnevale che a Venezia, ora come allora, è una cosa più che seria. La trama è intrigante e ben congegnata e i colpi di scena si susseguono dall’inizio alla fine. Insomma… I guardiani della laguna è davvero un ottimo giallo storico. Un consiglio? Leggetelo! Ve ne innamorerete e correrete, come me, in libreria ad acquistare il 27 gennaio la seconda indagine di Marco Leon: Le ragioni dell’ombra.

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I guardiani della laguna. Venezia 1753. La prima indagine di Marco Leon. Agente dell'Inquisizione di Stato
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