Niente vacanze per l’ispettore Morse – Colin Dexter

Niente vacanze per l’ispettore Morse – Colin Dexter

Editore: Sellerio
Giuseppe Pastore
Protocollato il 26 Luglio 2012 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

Un autore che sicuramente non ha bisogno di presentazioni, Colin Dexter, voce tra le più autorevoli della letteratura gialla inglese e internazionale, vincitore di diversi premi Dagger e omaggiato nel 1997 dal riconoscimento – meritatissimo – alla carriera. Un autore che è mancato tanto ai lettori italiani vista l’irreperibilità dei suoi romanzi, e che finalmente possiamo apprezzare di nuovo con le pubblicazioni di Sellerio che ha ripreso a pubblicare la sua opera omnia dedicata all’ispettore Morse (13 volumi). Dopo aver già riproposto i primi tre romanzi della serie, ecco che in questi giorni esce “Niente vacanze per l’ispettore Morse“, già pubblicato nel Giallo Mondadori come “Delitti nella cattedrale” (titolo originale “Service of All the Dead“, 1979).

Cari Avventori del Thriller Café, oggi il Barman vi serve quindi un Giallo Classico con la G maiuscola. Uno di quelli che definiscono un genere e un investigatore.

Prendete l’Ispettore Morse. Dovrebbe essere in vacanza, magari in Grecia. Ma la noia lo divora. E cosa fa un uomo come Morse quando è annoiato? Invece di rilassarsi, si va a ficcare in un caso che la polizia locale ha già archiviato.

Siamo nella chiesa di St. Frideswide. La faccenda sembra semplice: il guardiano della chiesa, Harry Josephs, viene trovato morto. Poco dopo, il vicario, Lionel Lawson, si getta dalla torre. Un caso chiuso, dicono tutti: omicidio-suicidio. Ma non per Morse.

Qui, in Service of All the Dead, Colin Dexter inizia a fare sul serio. Oltre a essere il quarto libro della serie, questo è il momento in cui l’autore trova la sua voce e ci consegna il Morse che conosciamo e amiamo.

L’Ispettore, a 47 anni, è un concentrato di difetti che lo rendono geniale. È burbero, arrogante, intollerante, spesso intrattabile col povero Sergente Lewis (che, come al solito, deve sopportare i suoi sbalzi d’umore e la sua riluttanza a pagare il conto al pub). Ma Dexter ci mostra anche le sue debolezze umane: Morse è schifiltoso, ha paura di guardare i cadaveri, soffre di vertigini sulla torre della chiesa e si vergogna ancora per essere scappato da un incidente stradale. È questa miscela di arroganza intellettuale e fragilità personale che gli permette di vedere “i labirinti oscuri delle motivazioni umane“.

La trama è un meccanismo di alta orologeria. “Convoluto”, dicono alcuni. “Ingegnoso”, dico io.

Dexter non si accontenta di un omicidio-suicidio. Morse scava e scopre che i morti non sono due, ma cinque. Scava tra le tresche amorose della parrocchia, le menzogne e le vite segrete di un organista scomparso e di una donna attraente che lava i pavimenti.

La struttura stessa del romanzo è un gioco col lettore: è diviso in quattro “Libri” con titoli biblici, ognuno con uno stile diverso, passando dalla narrazione ai verbali di un testimone, fino agli atti del processo.

Il colpo di genio non ve lo posso raccontare per non spoilerare niente, ma rimarrete sorpreso.

Niente vacanze per l’ispettore Morse” è un giallo superbo, ricco di humour sornione, con un Morse al suo meglio e un intreccio diabolico. Una lettura fondamentale come tutti quelli di Dexter: nella vostra biblioteca non può davvero mancare.