Molti autori (quelli sinceri, quanto meno) identificano nella passione per la lettura uno degli ingredienti basilari della loro scrittura: alcuni hanno cominciato molto giovani, addirittura da bambini, a divorare volumi, altri si sono avvicinati alla letteratura in epoca giovanile o adulta. Tutti incitano a leggere per tanti motivi: relax, evasione, miglioramento dell’eloquio.

Pochi possono permettersi di scrivere per mantenersi. I diritti d’autore non sono sufficienti (se non in pochi casi) e la vita è molto cara. Hanno tutti un altro mestiere. I più fortunati, un mestiere vicino al tipo di romanzi che poi vanno a comporre. Tra questi, annovero certamente Laura Marinaro, giornalista professionista esperta di cronaca nera e giudiziaria, inviata del settimanale Giallo, coordinatore del Cittadino Lecco e collega di Roberta Bruzzone nella rubrica Viaggio nel Movente. Insomma, una penna allenata e un cervello molto preparato. Cinquantacinque anni, scrive da quando ne aveva cinque (lettere, poesie), rigorosamente su carta, già ad otto anni sogna di fare la giornalista, e realizza il réve prima a La Notte, poi in altre testate cittadine. Ha studiato lettere moderne, e tuttora consiglia a chi voglia fare questo mestiere (per passione, perché soldi ne arrivano pochi) di dedicarsi a questa facoltà, o anche a filosofia o a giurisprudenza ma, per chi si appassioni di cronaca nera o di scrittura gialla, il valore aggiunto arriva dai master, per esempio in scienze forensi.

Maremoto a Varigotti è una storia su più livelli spazio temporali. Laura ne ha parlato a Risolto Giallo partendo da un delitto misterioso, realmente verificatosi, di cui lei non tratta, ma è altrettanto vera l’allerta maremoto data su tutto il Ponente ligure e l’onda anomala, che hanno dato il titolo al romanzo. Abbiamo una scena a Milano, in cui vediamo una donna a indagare sul presunto serial killer di escort. E’ Alina Ferrari, colonnello dei carabinieri in reparto operativo di Milano Moscova. Ma è vicina al burn out, per cui accetta un incarico ad interim a Savona, dove si trasferisce anche incuriosita da un vecchio caso, verificatosi a Varigotti nell’epoca del maremoto, che coincide col periodo in cui lei stessa, bimba, passava le vacanze in quella località. Il cold case è espediente per Laura per raccontare una indagine alla vecchia maniera (senza telecamere, DNA e scienze forensi in continua evoluzione) e intrecciarla con i metodi moderni che lei ben conosce. Gliel’ho chiesto, e lei ha ammesso: questa storia, così altalenante tra passato e presente, è anche la rappresentazione della Laura di allora e quella di adesso: strumenti che prima non c’erano e che ora si padroneggiano. Evolvendosi e cambiando ogni giorno, come fa il mare (non necessariamente il maremoto).

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Articolo protocollato da Alessia Sorgato

Alessia Sorgato, classe 1968, giornalista pubblicista e avvocato cassazionista. Si occupa di soggetti deboli, ossia di difesa di vittime, soprattutto di reati endo-famigliari e in tema ha scritto 12 libri tra cui Giù le mani dalle donne per Mondadori. Legge e recensisce gialli (e di alcuni effettua revisione giuridica così da risparmiarsi qualche licenza dello scrittore) perché almeno li, a volte, si fa giustizia.

Alessia Sorgato ha scritto 106 articoli: