“L’uomo della Torre Eiffel” (1949) è il secondo film ispirato a “La testa di un uomo“, diretto da Burgess Meredith (famoso per aver interpretato l’allenatore di Rocky Balboa e per essere stato sposato alla bellissima Paulette Goddard). Nei panni di Maigret stavolta troviamo il mitico Charles Laughton (noto tra gli appassionati del noir, per essere stato il regista dell’inquietante film “La morte corre sul fiume” del 1955).
Non è stato facile reperire una copia del film in italiano; devo ringraziare un caro amico che possiede una videoteca sterminata e che come me ama molto i gialli e i noir. Devo dire che il film non meritava di certo tanta fatica. Chi ama Simenon conosce il suo pensiero sulla settima arte e forse mai come in questo caso lo scrittore francese aveva ragione.
Meredith divenne regista del film, in seguito alle discussioni tra il regista originale Irving Allen e l’attore Charles Laughton, e alla conseguente minaccia di quest’ultimo di lasciare il set se Allen non fosse stato rimpiazzato. Il film nel passaggio di mani non ne guadagnò sicuramente. In ogni modo, regista e sceneggiatori stravolsero completamente il romanzo di Simenon:
- invece di iniziare con la fuga dalla prigione, il film parte, come quello francese del 1933, da un episodio che nel libro è raccontato in flashback;
- la fuga di Radek in metropolitana si trasforma in una corsa sui tetti di Parigi;
- il finale con l’inseguimento in cima alla Torre Eiffel è completamente inventato.
Allen (che rimase produttore del film) e Meredith diedero, rispetto al film francese del 1932, molta importanza alla location, tanto che nei titoli iniziali la città di Parigi è citata come se fosse uno degli attori principali del film. Durante tutta la pellicola, il regista non perde occasione di inquadrare piazze, monumenti, palazzi e soprattutto la torre Eiffel. Il tentativo di tappare i buchi di una sceneggiatura inesistente con un ritratto da cartolina turistica di Parigi non è però sufficiente a salvare il film.
Le pecche della pellicola non terminano qui: Meredith diede troppa importanza al personaggio di Heurtin, tanto da inserirlo anche in tutta la sequenza finale del film; Charles Laughton offrì una sua personale e strampalata interpretazione del Commissario Maigret, assai lontana sia fisicamente che psicologicamente da quella letteraria; lo stesso attore che interpreta Rubek non risulta convincente, forse anche per la minor attenzione che la regia gli presta rispetto al personaggio di Heurtin.
Nel film Burgess Meredith interpreta la parte del giovane fuggiasco Joseph Heurtin (forse per questo il personaggio del fuggiasco da comprimario diviene nella pellicola importante tanto quelli di Radek e Maigret), anche se non rispecchia per nulla la descrizione che Simenon da di lui all’inizio del romanzo:
Il prigioniero era seduto sul suo letto e con le grandi mani nodose si stringeva i ginocchi. Rimase immobile forse per un minuto, come incerto, poi d’improvviso, con un sospiro, stese le membra, si drizzò nella cella, enorme, sgangherato, la testa troppo grossa, le braccia troppo lunghe, il petto incavato.
Il suo viso non esprimeva altro che istupidimento, o una disumana indifferenza.
Altri casi da indagare
Gli insospettabili – Joseph L. Mankiewicz
Gli insospettabili (Sleuth), Joseph L. Mankiewicz, UK 1972 Sinossi: Andrew Wyke, prolifico ed eccentrico scrittore di libri gialli, decide di far pagare cara al rivale la relazione con sua [...]
LeggiBlow up – Michelangelo Antonioni
Londra, un fotografo di moda crede di aver visto (e fotografato) un omicidio. Cerca di arrivare alla soluzione del mistero, ma non ci riesce. La tipologia filmica in cui si inquadra Blow [...]
LeggiIl cane giallo – Jean Tarride
"Le chien jaune" fu girato da Jean Tarride nel 1932, con Abel Tarride, padre del regista, nel ruolo di Maigret. È questa la seconda pellicola con protagonista il famoso personaggio creato da Simenon; pochi mesi prima il regista Jean Renoir aveva girato "La notte dell'incrocio" tratto da "La nuit du carrefour". Si [...]
LeggiIl delitto della villa – Julien Duvivier
“Il delitto della villa” (1933) diretto da Julien Duvivier (famoso in Italia per aver diretto nel 1952 "Don Camillo" e nel 1953 "Il ritorno di Don Camillo", con Gino Cervi e Fernandel), è il primo [...]
LeggiCome uccidono le brave ragazze
Arriva su Netflix l'1 Agosto 2024: "Come uccidono le brave ragazze", la serie tv ispirata dai romanzi di Holly Jackson (abbiamo recensito il terzo volume della trilogia, "Una brava ragazza è una ragazza morta"). Protagonista della serie è Pippa Fitz-Amobi, una giovane investigatrice determinata a scoprire la verità [...]
LeggiIl nome della rosa
Nel presentarvi l’elenco delle serie tv thriller più attese nel 2019 abbiamo elencato anche Il nome della rosa, uno dei progetti sicuramente più interessanti da un lato e ambiziosi dall’altro, visto che ci si confronta con una delle migliori opere di uno scrittore di immenso talento e cultura quale è stato Umberto [...]
LeggiUna vita in gioco – Mario Landi
"Il commissario Maigret - Una vita in gioco" (1965) di Mario Landi, con Gino Cervi e Gian Maria Volonté è uno sceneggiato trasmesso dalla RAI per la prima volta in tre puntate nel febbraio del 1965.Mario Landi, girando “Una vita in gioco”, rispetto ai precedenti due film (Il delitto della villa”, 1933, diretto da [...]
LeggiAssassinio sull’Orient Express – Kennet Branagh
Molti fra i nostri lettori, in particolare i giallisti dai gusti classici, staranno sicuramente attendendo con un misto di curiosità e apprensione questa nuova trasposizione filmica di Assassinio [...]
Leggi
