Una vita in gioco – Mario Landi
“Il commissario Maigret – Una vita in gioco” (1965) di Mario Landi, con Gino Cervi e Gian Maria Volonté è uno sceneggiato trasmesso dalla RAI per la prima volta in tre puntate nel febbraio del 1965.
Mario Landi, girando “Una vita in gioco”, rispetto ai precedenti due film (Il delitto della villa”, 1933, diretto da Julien Duvivier, e “L’uomo della torre Eiffel“, 1952, diretto da Burgess Meredith), fu molto più fedele al romanzo di Simenon “La testa di un uomo“.
Lo sceneggiato inizia proprio con la fuga di Heurtin e segue passo passo il testo di Simenon, fino al lungo colloquio di Maigret con il giudice Coméliau. Certo il breve romanzo è dilatato su più di tre ore di sceneggiato, e alcune parti risultano lente e anche noiose per uno spettatore contemporaneo, ma Landi è molto abile nel rendere l’atmosfera e soprattutto la psicologia dei personaggi. Sa che Simenon ha centrato il romanzo sulla sfida tra Radek e Maigret e non lo tradisce. In questo è di certo aiutato dal solito Gino Cervi, ma soprattutto da una straordinaria interpretazione di un giovane Gian Maria Volonté. Questi riesce ad aderire in modo impressionante alla descrizione che Simenon offre di Radek:
Maigret scorse nello specchio un viso, due occhi vivi dietro a folte ciglia, un sorriso appena abbozzato ma vibrante di ironia.
(tratto da Maigret e una vita in gioco, edizione Gli Oscar Mondadori, 1972)
Da vedere, durante la terza puntata, il lungo colloquio tra Radek e Maigret nell’ufficio del commissario: la sfida tra i due protagonisti del romanzo si trasforma in una sfida di bravura recitativa tra i due attori. Alla fine il vincitore è Volontè anche se solo ai punti.

