L’uomo che morì due volte – Richard Osman

L’uomo che morì due volte – Richard Osman

Editore: SEM
Redazione
Protocollato il 14 Luglio 2022 da Redazione con
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Oggi al Thriller Café chiudiamo a chiave la porta, mettiamo il bollitore sul fuoco e prepariamo dei tramezzini al cetriolo: ci trasferiamo nelle rinfrescanti e letali colline del Kent. La recensione odierna è per “L’uomo che morì due volte” di Richard Osman (SEM, 2021), l’attesissimo secondo capitolo della serie del Club dei Delitti del Giovedì.

Dopo il successo clamoroso del primo volume, Richard Osman dimostra che il quartetto di arzilli pensionati di Cooper’s Chase non è stato un fuoco di paglia. Se nel primo libro avevamo imparato a conoscerli, qui entriamo nel vivo del loro passato, scoprendo che la vecchiaia, per alcuni di loro, è solo una copertura perfetta per continuare a giocare partite pericolosissime.

Tutto inizia con una lettera che Elizabeth, l’ex agente dell’MI5 dal passato misterioso, riceve da una vecchia conoscenza (nonché ex marito): Douglas Middlemiss. L’uomo è nei guai fino al collo: ha rubato diamanti per un valore di venti milioni di sterline a un mafioso locale e ora è braccato dai servizi segreti e da sicari spietati.

Elizabeth non può restare a guardare, e ovviamente coinvolge i suoi inseparabili compagni: la dolce (ma solo in apparenza) Joyce, il sindacalista tutto d’un pezzo Ron e lo psicologo analitico Ibrahim. Quello che inizia come un favore personale si trasforma in un intrigo internazionale che metterà a dura prova l’incolumità del gruppo, specialmente quando un brutale atto di violenza colpisce uno di loro, trasformando la “caccia al tesoro” in una faccenda maledettamente seria.

In questo libro notiamo un cambio di marcia rispetto all’esordio. Osman sposta l’asticella verso lo spy-thriller, pur mantenendo intatta la struttura del cosy crime. Nonostante il tono ironico e britannico (il cosiddetto wit), l’autore affronta con delicatezza e onestà intellettuale la vulnerabilità degli anziani. Il percorso di recupero di Ibrahim dopo un’aggressione è descritto con una profondità emotiva che non ti aspetti da un libro “leggero”.

Sicuramente un libro a cui si può perdonare la trama quasi fumettistica e volutamente sopra le righe. Questa versione “senior” di James Bond in pantofole piace e speriamo di continuare a seguire la serie.

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