La scrittrice barese Gabriella Genisi torna in libreria per Sonzogno editore con “Lo scammaro avvelenato“, il decimo volume della saga gialla con protagonista la commissaria più sexy del Mediterraneo, Lolita Lobosco. Questo volume è, però, leggermente diverso dai precedenti perché è sostanzialmente diviso in due parti egualmente importanti: una prima in cui è contenuto il romanzo breve che dà il titolo al libro ed una seconda che raccoglie tutte le ricette di “Lolì”, quelle già contenute nei romanzi precedenti ed anche molte inedite, dall’antipasto all’ammazzacaffè, tra golose novità e classici della tradizione rivisitati secondo il gusto della commissaria che di cucina se ne intende. E, per così dire, in cucina è ambientato anche il giallo che apre la pubblicazione.

È il 25 novembre e, anche se manca ancora un mese, a Bari il Natale è nell’aria. È tradizione, in quella giornata particolare, fare i panzerotti fritti, a quintali, da gustare preferibilmente di sera. Tuttavia Carmela, la sorella della commissaria Lobosco nonché titolare di una prospera attività di catering e B&B, quell’anno insiste per prepararli a pranzo, sia per permettere anche alla loro madre di mangiarli, sia per farli assaggiare ad un illustre ospite del suo B&B: si tratta dello scrittore romano Enrico Fasulo che si è piacevolmente installato da loro per tre mesi con la scusa di entrare nell’ambientazione del suo prossimo libro. Il caso vuole che proprio nella camera che occupa al B&B, appena due giorni dopo la panzerottata, l’uomo venga trovato morto e la causa sembra proprio essere l’avvelenamento. Unica sospettata è proprio la povera Carmela: il veleno pare infatti essere contenuto nei peperoni che ha usato per preparare lo scammaro destinato al malcapitato scrittore. Quest’incresciosa situazione, però, mette nei guai anche Lolita che, tuttavia, pur esclusa dalle indagini, non riesce certo a starsene con le mani in mano. E tra questo e le pene d’amore, la ritroviamo quantomai pensierosa e fragile…

È sempre un piacevole rincontrare, anche se per poco, Lolita Lobosco, una commissaria che, al di là dell’avvenenza e del ruolo che riveste, è una donna molto più normale di quanto si potrebbe pensare, molto più simile a noi di quanto crederemmo ad una prima impressione. Come tante donne, ha le sue fragilità, ma poi si rialza più grintosa che mai; ama la cucina e sa come prendere per la gola; è tenace, precisa, più che mai ligia al dovere, ma anche appassionata e sanguigna come gran parte delle donne del Sud. Ritrovarla in questo decimo giallo è stato piacevole, così come certamente lo sarà rivederla in tv per la seconda stagione della serie “Le indagini di Lolita Lobosco” tratta dai libri della Genisi, in onda dall’8 gennaio su Rai1. Per gli appassionati della serie originaria, poi, la raccolta delle ricette è un regalo inatteso e molto apprezzato: il suo rapporto con la cucina è una delle caratteristiche salienti e irrinunciabili di questo personaggio e dell’intera serie, alla quale un intermezzo più soft, rispetto agli ultimi volumi che trattavano temi decisamente più impegnati, non può che giovare.

Gli altri volumi della serie nell’ordine, sono La circonferenza delle arance, Giallo ciliegia, Uva noir, Gioco pericoloso, Spaghetti all’assassina, Mare nero, Dopo tanta nebbia, I quattro cantoni e Terrarossa.

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Lo scammaro avvelenato e altre ricette
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