Dopo il grande successo della Trilogia dei Codici, torna in libreria Sergio Fanucci con il primo episodio, dal titolo “L’Enigma del Patriarca“, del nuovo trittico Trilogia degli enigmi che vede ancora protagonista l’avvocato italo-americana Elisabeth Scorsese.
Durante una sorta di anno sabbatico, in cerca di tranquillità da un passato che le ha lasciato strascichi, Elisabeth ha deciso di soggiornare per qualche tempo a Venezia. Nella città lagunare, ritrovandosi accidentalmente al posto giusto nel momento giusto, ha l’occasione di fare la conoscenza dell’ex direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, il quale la porterà a visitare la celebre struttura. Elisabeth scoprirà il patrimonio della filologia classica ivi preservato, e a seguito di ulteriori conoscenze che le si presenteranno grazie al medesimo frangente, le verrà offerto di lavorare a Londra presso una casa d’aste specializzata in arte antica.
Contemporaneamente, ad Anna Pareto, docente universitario di storia delle religioni in quel di Torino, nonché maggiore esperta di Terrasanta in circolazione, il Vaticano affiderà la redazione di un rapporto tecnico-religioso proprio sulla Terrasanta, in virtù delle numerose instabilità geopolitiche in quell’area culla delle tre religioni monoteiste (dai recenti e dolorosi conflitti bellici alle ripercussioni di natura economica e religiosa sul tessuto sociale).
Il fulcro della vicenda, che farà immancabilmente incrociare i destini delle due donne, sarà la ricerca di una misteriosa bolla pontificia, recante il sigillo di Papa Innocenzo VIII, a quanto pare custodita dal famoso filosofo e umanista Pico della Mirandola. Cosa contiene il documento di così prezioso da interessare mezzo mondo e da dover essere mantenuto nel più assoluto riserbo? E perché si trovava nelle mani di un controverso personaggio dell’epoca ritenuto dalla Chiesa un anticonformista e un eretico?
Storia, folklore, religione, cospirazioni, sono questi gli ambiti in cui scaveranno Elisabeth Scorsese e Anna Pareto nel corso della loro indagine, e che le vedrà impegnate in diverse trasferte in giro per il globo.
Ho la sensazione che molti di voi, nell’approcciarsi a questo romanzo, avranno l’impressione di trovarsi davanti a qualcosa di già sentito, sul filone, tanto per fare un paio di nomi altisonanti, di Dan Brown o Wilbur Smith.
Ci può stare, tuttavia lo storytelling di Sergio Fanucci è molto accurato e coinvolgente, e può essere vissuto non tanto come un passatempo tra avventure esotiche alla Lara Croft o Indiana Jones, bensì, piuttosto, come un pregevole ripasso tra opere d’arte, personaggi storici e citazioni latine.
Philip K. Dick, il grande scrittore americano del secolo scorso, personaggio di culto tra gli appassionati di fantascienza e non solo, nondimeno autore del racconto da cui è stato tratto il film Blade Runner, una volta ha scritto: La realtà è ciò che si rifiuta di sparire anche quando smetti di crederci.
Leggendo L’Enigma del Patriarca, pubblicato da Timecrime del Gruppo Editoriale Fanucci, ho rammentato questa frase, e colui che l’ha partorita non è un autore a caso. Philip K. Dick infatti è stato uno degli scrittori pubblicato dalla casa editrice Fanucci, di cui Sergio ne ha ereditato il timone, e sarà stato senz’altro una sua fonte d’ispirazione.
Infatti, nel dipanarsi della trama nella Storia, ho percepito alcune tematiche care a Dick: la ferrea manipolazione delle opinioni più diffuse da parte di un’oligarchia occulta che ha le mani in pasta in tutte le più importanti vicende umane a livello globale; la forte contrapposizione, quasi mistica, tra quello che rappresenta il mondo antico, quasi ancestrale, tramandato di generazione in generazione, spesso in un perenne ed enigmatico cono d’ombra, e il massiccio avanzamento delle incessanti innovazioni digitali che contraddistinguono i giorni nostri, su tutte l’affascinante (e un po’ sconcertante) intelligenza artificiale.
Dove sta la verità? Dove si colloca l’essenza del genere umano?
L’Uomo Vitruviano proiettato verso un futuro ignoto.
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