La regina dei veleni – Robert Thorogood

Editore: Fanucci
Redazione
Protocollato il 11 Febbraio 2026 da Redazione con
Redazione ha scritto 931 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
La regina dei veleni – Robert Thorogood

Prima di iniziare, un consiglio: controllate bene il fondo della tazzina che avete davanti. No, tranquilli, qui al Thriller Café la miscela è sicura, ma non si può dire lo stesso per quella servita a Marlow, l’incantevole cittadina dove il Cozy Mystery trova casa grazie alla penna di Robert Thorogood. Con “La regina dei veleni“, l’autore – già padre della serie TVDelitti in Paradiso” – ci serve il terzo capitolo delle avventure del Marlow Murder Club, confermando il fascino inossidabile di quel sottogenere che trasforma la morte in un rompicapo da risolvere tra un pasticcino e un pettegolezzo.

Tutto inizia in modo squisitamente classico: Geoffrey Lushington, il benvoluto sindaco, stramazza al suolo durante una riunione del consiglio comunale. La causa? Aconito, la “regina dei veleni”, sciolto proprio nel suo caffè. La polizia, ormai rassegnata al fatto che nulla può fermare l’indomita Judith Potts e le sue amiche, decide questa volta per una mossa inedita: arruolarle come “consulenti civili”. Un via libera ufficiale che permette a Judith, alla moglie del vicario Becks e alla dog-walker Suzie di ficcare il naso ovunque senza l’impiccio della burocrazia.

Se la formula regge ancora, il merito è tutto della dinamica tra le protagoniste. Judith, settantenne creatrice di cruciverba che ignora il significato della parola “stop”, è una forza della natura capace di far impallidire Miss Marple, perfettamente bilanciata dalla natura conciliante di Becks e dall’irruenza di Suzie. È un’amicizia autentica, condita da quell’umorismo tipicamente britannico che alleggerisce anche i momenti più cupi.

Tuttavia, qualche crepa inizia a vedersi. Come in una serie TV arrivata alla terza stagione, qui il ritmo si fa a tratti altalenante. La trama diventa particolarmente contorta con l’aumentare dei sospettati e non tutto scorre con la fluidità a cui Thorogood ci aveva abituati; alcune risoluzioni appaiono un po’ troppo comode e certe situazioni richiedono una massiccia dose di sospensione dell’incredulità. Ma d’altronde, chi cerca il realismo crudo non sceglie di sedersi a Marlow.

In sintesi, pur con una struttura meno solida dei precedenti, il romanzo resta una lettura deliziosa. La rivelazione finale è “bonkers“, come direbbero gli inglesi: piacevolmente folle e inaspettata, e conferma la capacità dell’autore di sparigliare le carte all’ultimo secondo. Consigliato a chi vuole staccare la spina con un giallo che intrattiene senza angosciare, magari accompagnato da una tazza di Earl Grey. Controllando prima il contenuto, s’intende.

Sconto Amazon