Uccidi i tuoi cari – Peter Swanson

Editore: Fanucci
Redazione
Protocollato il 28 Marzo 2026 da Redazione con
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Il riassunto
Uccidi i tuoi cari – Peter Swanson

Al Thriller Café abbiamo già recensito numerosi romanzi di Peter Swanson e oggi lo troviamo nuovamente al nostro bancone con “Uccidi i tuoi cari” (titolo originale “Kill Your Darlings“), edito da timeCrime.

Siamo nel 2023, costa settentrionale del Massachusetts. Thom e Wendy Graves sono sposati da oltre venticinque anni e vivono in una splendida casa vittoriana, con un figlio ormai adulto, Jason. Wendy è una poetessa affermata (e ricca, grazie all’eredità del suo defunto primo marito), mentre Thom insegna letteratura inglese all’università, beve troppo, si piange addosso e tradisce la moglie. All’apparenza sono la classica coppia di successo, ma la realtà è ben diversa: Wendy vuole uccidere Thom. E ci ha persino già provato.

Per capire come due innamorati siano finiti a odiarsi in modo così viscerale, Swanson ci costringe a fare marcia indietro. Il romanzo è costruito in rigoroso ordine cronologico inverso. Partiamo dalla fine del loro matrimonio e capitolo dopo capitolo riavvolgiamo il nastro: il cinquantesimo compleanno, l’acquisto della casa, la nascita del figlio, fino ad arrivare al 1982, l’anno in cui si sono conosciuti appena quattordicenni. Nel mezzo, affiora lentamente il segreto mortale che hanno condiviso poco più che ventenni e che li ha tenuti legati in una morsa tossica per tutta la vita.

In questo libro Swanson mette in atto un progressivo atto di dissezione della psicologia dei personaggi e confeziona un domestic thriller in cui si possono cogliere sottili echi de “Il postino suona sempre due volte” di James M. Cain. La discesa agli inferi della coppia è affascinante e morbosa. Certo, la scelta della struttura a ritroso sacrifica il ritmo e il climax tradizionale, ma il lungo ripercorrere gli eventi è gestito con perizia, puntando sulla dinamica di coppia e sui suoi aspetti tossici. Alla fine il romanzo rimane uno “slow burn” che resta meno incisivo di altre opere di Swanson (pensiamo soprattutto a “Quelli che meritano di essere uccisi“), ma che è anche un’autopsia spietata e cinica del buio che permea certe unioni.