Lucky Supreme – Jeff Johnson

Serie: Darby Holland
Editore: Fanucci
Redazione
Protocollato il 20 Settembre 2026 da Redazione con
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Il riassunto
Lucky Supreme – Jeff Johnson

C’è un momento, nella vita di chi frequenta i locali giusti, in cui si ha voglia di un drink forte, sporco, servito in un bicchiere sbeccato, tra le pareti di un locale che puzza di pioggia, alcol scadente e inchiostro fresco. E quindi oggi vi parlo di “Lucky Supreme” di Jeff Johnson (timeCrime), primo capitolo della trilogia con protagonista Darby Holland.

Ci troviamo nella Città Vecchia di Portland, Oregon, un quartiere stritolato tra la minaccia della gentrificazione selvaggia e la fauna notturna che da sempre ne popola i marciapiedi. Qui sorge il Lucky Supreme, un leggendario e squallido studio di tatuaggi aperto a qualsiasi ora, diventato rifugio per reietti, spacciatori e prostitute della zona.

A gestirlo è Darby Holland, quarantenne dal passato turbolento: cresciuto come ragazzo di strada dopo un’infanzia segnata da traumi e violenze, l’uomo ha trovato nell’arte del tatuaggio la propria isola di sopravvivenza. La quotidianità del negozio viene però stravolta quando Jason Bling, un ex dipendente, ruba dalle pareti del locale dei preziosi bozzetti d’epoca (in gergo “flash”) firmati nel 1955 a Panama da Roland Norton. Per la cultura del tatuaggio si tratta di un sacrilegio: Darby decide di mettersi sulle tracce del ladro fino in California.

Quello che sembrava un semplice recupero d’arte si trasforma in un’impresa ad alto rischio quando si scopre che Bling ha venduto le tavole alla criminalità organizzata. Insieme alla sua sgangherata “famiglia” di collaboratori, tra cui spicca Delia, geniale ragazza punk vestita di vinile, Darby dovrà fare i conti con la mafia, un misterioso uomo d’affari coreano e l’ingordo proprietario dell’immobile, Dmitri.

Tra bozzetti d’epoca rubati e le ombre della Città Vecchia di Portland, Holland dimostra che quando l’inchiostro si mescola al sangue la partita si gioca senza regole.
Da questa introduzione avrete intuito facilmente che la storia che “Lucky supreme” racconta non è particolata: si sviluppa attorno al perno esile della sparizione di questi bozzetti d’arte, e l’intreccio criminale aggiunge l’elemento di tensione che serve in un romanzo di genere.

Sembrerebbe un romanzo trascurabile, e anche l’avvio della narrazione che procede a ritmo lento non aiuta.

Ma allora perché vale la pena di leggerlo? A mio parere, per la voce, l’atmosfera e i personaggi. Johnson scrive con il piglio brutale e ironico della grande scuola pulp e hardboiled americana. Non voglio scomodare Elmore Leonard o Dennis Lehane, ma il timbro va in quella direzione. Il vero punto di forza del libro sta infatti nell’immergere il lettore nella sottocultura dei tatuaggi e nel ventre molle di Portland. Tra le citazioni memorabili che restituiscono il tono del romanzo basta leggere la descrizione del protagonista: “L’interno della mia bocca aveva il sapore di chi ha masticato vecchi mozziconi di sigaretta recuperati nella hall di un casinò pieno di bevitori di vino bianco“.

I personaggi sono il vero motore della storia. Darby Holland è un sopravvissuto cinico e leale che difende il suo microcosmo. Accanto a lui, la figura di Delia svetta su tutte: una donna sopra le righe, punk e senza peli sulla lingua, capace di rubare la scena ogni volta che entra in campo. E poi c’è il Lucky Supreme stesso, che da semplice negozio di tatuaggi diventa un personaggio a sé stante, un tempio laico ricoperto di storie incise sulla pelle.

In sintesi “Lucky Supreme” è un romanzo d’ambiente, un noir ritmato e condito da dialoghi fulminanti. Ha qualche passaggio a vuoto sulla parte puramente thriller e una trama di fondo piuttosto semplice, ma mostra anche un’anima autentica e un fascino underground.

Se amate le storie di strada, la cultura dei tatuaggi e i personaggi stravaganti, è una bottiglia che merita assolutamente di essere stappata.