La vendetta di Burke – Andrew Vachss

La vendetta di Burke – Andrew Vachss

Serie: Burke
Giuseppe Pastore
Protocollato il 7 Aprile 2009 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 970 articoli
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Questa settimana Thrillercafe.it vuole omaggiare uno scrittore che purtroppo in Italia ha avuto finora meno fortuna di quanto ne meriti: Andrew Vachss, un uomo duro e indomabile, autore di libri-denuncia che gridano al mondo lo strazio dei bambini abusati. Ex direttore di un carcere minorile e ora avvocato, a New York Vachss ha come clienti proprio piccoli vittime di violenze. A una giornalista italiana che gli chiedeva se il suo impegno avesse un vero effetto sul mondo, una volta ha risposto: “I don’t know“. (“Non lo so“). Pausa. “But what the FUCK you do?” (“Ma che cazzo fai tu?“).

Il libro di cui parliamo oggi è “La vendetta di Burke“, romanzo numero dodici della serie Burke.

Burke, il fuorilegge urbano che vive nei bassifondi di New York, sopravvive a stento all’attacco di una squadra di sicari professionisti. Il prezzo che paga è però altissimo: perde un occhio, subisce gravi ferite e sfregi al volto, e perde Pansy, il suo amato cane e membro della sua famiglia.

Dopo aver trascorso mesi in ospedale fingendo un’amnesia con i poliziotti, Burke scappa per dare la caccia a chi lo ha incastrato in un giro di rapimenti e riscatti. Lasciata New York (dove in molti lo credono morto), il suo viaggio per la vendetta lo porta a Chicago, Albuquerque e Portland. Sulla sua strada incontra Gem, una donna sopravvissuta al genocidio cambogiano, con la quale instaura un rapporto simbiotico. Ma la sua caccia non si limiterà a inseguire un mandante: lo costringerà a scavare nel suo stesso passato di giovane delinquente cresciuto dallo Stato e a scontrarsi con il mondo ripugnante della pedofilia e della pornografia.

Come dicevo in apertura, Andrew Vachss è un avvocato, ex investigatore federale, assistente sociale e persino ex direttore di un carcere di massima sicurezza per giovani criminali. Tutta questa esperienza si riversa in modo brutale nei suoi libri e “La vendetta di Burke” non fa eccezione. I personaggi qui sono tutti imperfetti, affetti da disturbi di personalità, forgiati da genitori con problemi mentali o da una vita di abusi. E per chi ha letto anche i romanzi precedenti della serie, è immediato vedere come qui siamo a un punto di svolta, con Vachss che si prende il rischio di capovolgere un personaggio consolidato e farcelo vedere sotto una luce nuova.

Certo, ci sono anche difetti: qualche pagina si poteva tagliare; il finale è inesplicabile; Gem è dipinta in modo esotico e molto sessualizzato.

“La vendetta di Burke” resta comunque un bel romanzo, crudo, che scava nelle ombre della società umana. Forse persino adatto a programmi di studio di psicologia o assistenza sociale.

Se siete curiosi, qui sotto vi lascio l’incipit.

Che cosa ci vuole per sedersi a un tavolo davanti a un uomo, ascoltarlo parlare, guardarlo negli occhi… E poi fargli schizzare il cervello sulla carta da parati?
Nulla.
E più lo fai, più diventa facile.
“Non hai ancora trovato un posto?”
La voce al cellulare sembrava annoiata, ma io sentivo piccoli vermi contorcersi ai suoi bordi. Impazienza? Nervosismo? Non avevo modo di saperlo.
“No” gli dissi. “E se non ne trovo uno entro un paio di minuti, rimanderemo alla prossima volta”.
“Ehi, amico, vaffanculo, capito? Non ci sarà nessuna prossima volta”.
“Come preferisci”.
“Sei un duro, eh? Capisco… non si tratta di tuo figlio”.
“Non è neppure il tuo” dissi, in tono piatto e per nulla minaccioso, cercando di trasmettergli la mia calma. “Siamo due professionisti. Perciò comportiamoci come tali, okay? E’ uno scambio, e tu sai come funzionano gli scambi. Appena trovo un posto sicuro parcheggio, come d’accordo. Ci incontriamo, concludiamo l’affare e tutti verranno pagati”.
“Se non trovi un posto al più presto, non verrà pagato nessuno”.
“Ti richiamo” dissi, e chiusi la comunicazione.

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