“Causa del decesso. Età del decesso”.
Immagina di trovarti sul volo Hobart – Sidney, già piuttosto stressato a causa del ritardo nel decollo, e di incontrare una sconosciuta che si avvicina a te ed a ciascuno degli altri passeggeri predicendo senza alcuna emozione causa ed età del decesso (uomini, donne, anche i bambini!).
E’ quello che accade in “La veggente” di Liane Moriarty, Mondadori Editore – traduzione di Teresa Albanese.
Nulla nel comportamento di Cherry (questo il nome della veggente) desta allarme o perplessità nei presenti: ai più, la donna sembra una anziana un po’ disturbata che “non si spoglia. Non piange. Non vomita. Non tenta di aprire il portellone di emergenza a metà della cabina. Non perde i sensi. Non muore”.
La Signora della Morte (così verrà inseguito soprannominata la veggente) non suscita alcuna particolare impressione nei passeggeri, né preoccupazione, interesse o pericolo: le predizioni di Cherry vengono prese alla leggera come fossero un biscotto della fortuna o un oroscopo.
“Non ci credo. Ma se fosse vero?”.
Tutto cambia quando le predizioni iniziano ad avverarsi – ed i passeggeri a morire, proprio come e quando indicato da Cherry; “La veggente” è un thriller particolare che si concentra sulle riflessioni che tutti i passeggeri (ed inevitabilmente i lettori) fanno sulla propria vita, su destino e morte.
“Dove succederà? Come succederà? Come posso impedirlo? Come posso prepararmi?”
I passeggeri iniziano uno ad uno a porsi queste domande, e dall’iniziale incredulità l’autrice passa a descriverne il dubbio se sia veramente possibile effettuare premonizioni così precise.
Verso cosa propendere tra certezza, senso del controllo e regole da una parte – e le premonizioni sulla tua morte dall’altra?
Le sinistre premonizioni che via via si avverano generano ansia e smarrimento, ed anche la confusione nella mente di chi conduce una vita molto regolare, senza eccessi – e si sente predire l’evento estremo per l’anno prossimo.
Il lettore è disorientato e vive con tutti i passeggeri l’anticipazione del dolore che verrà: Liane Moriarty descrive di capitolo in capitolo le diverse reazioni alla personale predizione.
C’è chi decide di andare avanti giorno per giorno, come se niente fosse – ma poi nascostamente scandaglia il web alla ricerca di informazioni sia sul destino degli altri passeggeri, che sulla Signora della Morte; chi conta i giorni che restano; chi fa progetti per cambiare la propria vita attuale; chi, determinista puro, analizza il rapporto causa-effetto non credendo nel libero arbitrio, e considerando la propria vita come una partita a domino.
Il lettore affronterà diverse reazioni, domandandosi al contempo se la predizione di data e causa di morte sia una maledizione oppure in definitiva il momento per fare il punto sulla propria vita e riprogrammare l’ordine delle intime priorità; finché le premonizioni di Cherry sono considerate “eventi improbabili ma possibili” l’atteggiamento è cauto, poi all’avverarsi delle profezie subentra il panico.
“E se le sue predizioni cominciassero ad avverarsi?”
Liane Moriarty costruisce un thriller molto particolare in cui si sperimenta incredulità, poi ansia, poi lucidità nella scelta della direzione che si vuole in definitiva dare alla propria vita ed “al tempo che resta”.
In capitoli alternati, l’autrice segue la vita di alcuni dei passeggeri una volta ricevuta la personale predizione, ed anche il passato di Cherry e tutto ciò che l’ha portata oggi a compiere le profezie su quel volo – mentre è chiaro che la morale del romanzo è “devi trattare ogni giorno come un dono perché potrebbe essere l’ultimo” – dal momento che sia i desideri più sfrenati che gli incubi peggiori possono avverarsi.
“La veggente” è un thriller sui generis perché è intriso dalla irresistibile ironia tipica della penna di Liane Moriarty – e porta con sé una profonda lezione di vita: “vivi la tua vita, vivila più che puoi”.
E’ un thriller che dà grande spazio alle riflessioni ed all’introspezione (sia dei passeggeri che di Cherry), e che emoziona perché affronta la comune paura del futuro.
I romanzi di Liane Moriarty, australiana classe 1966, sono tradotti e pubblicati in tutto il mondo – e da alcuni di essi (“Big Little Lies – Piccole grandi bugie”, “Nine Perfect Strangers – Nove perfetti sconosciuti”) sono state tratte popolari serie TV con protagonista Nicole Kidman.
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