La stanza del maleEsce l’8 settembre La stanza del male, thriller di Jerker Eriksson e Håkan Axlander Sundquist che ha raccolto grande successo nei paesi scandinavi e i cui diritti sono già stati ceduti per una riduzione cinematografica.

Già qualche mese fa l’editore, Corbaccio, ha iniziato a promuovere la pubblicazione di questo romanzo con la distribuzione di borse (ne ho una) a esso dedicate. Su IlLibraio, trovate inoltre un minisito con tutte le informazioni relative al libro. In particolare, è possibile scaricare anche un pdf di 16 pagine in cui leggere il primo capitolo. Ve ne riporto un pezzetto, invitandovi a proseguire lì la lettura:

Il paese dove era arrivato non assomigliava per nulla alla Cina.
Tutto era così pulito e vuoto. Quando l’interrogatorio era terminato lui, accompagnato da due poliziotti, aveva attraversato i corridoi deserti del l’aeroporto, domandandosi se tutta l’Europa fosse così.
L’uomo che aveva inventato il suo passato, che gli aveva dato il numero di telefono, i soldi e il cellulare, aveva raccontato che negli ultimi quattro anni aveva mandato con successo più di settanta bambini in diverse parti d’Europa.
Aveva detto che la maggior parte dei contatti si trovavano in un paese chiamato Belgio, dove avrebbe potuto guadagnare un sacco di soldi. Bastava accontentare certi uomini ricchi e, se fosse stato discreto e ligio al proprio dovere, si sarebbe arricchito a sua volta. Ma il Belgio era troppo rischioso.
Mai farsi vedere fuori di casa.
La Svezia era più sicura. Lì si lavorava per lo più nei ristoranti e ci si poteva muovere con maggiore libertà.


La trama del romanzo invece è questa:
Svezia, tardo pomeriggio, un appartamento chic della capitale. La psicoterapeuta Sofia Zetterlung è assorta nello studio delle cartelle cliniche di due casi che la turbano particolarmente: Samuel Bai, un ex bambino soldato dalla Sierra Leone e Victoria Bergman, donna di mezza età con una profonda e misteriosa ferita risalente all’infanzia. Due persone diverse accomunate però dallo stesso problema: mostrano lampanti sintomi di personalità multipla.
Contemporaneamente, alla periferia di Stoccolma viene ritrovato il cadavere di un ragazzino che ha subito pesanti violenze. Nessuno reclama il corpo: il ragazzo è di origine straniera, nessuno sente la sua mancanza. Non è un caso da prime pagine dei giornali, ma il commissario di polizia Jeanette Kihlberg sa che non riuscirà più a chiudere occhio finché non l’avrà risolto. E sa che da sola non ce la farà. Ha bisogno di un esperto in grado di entrare nella mente di un assassino così efferato, e contatta Sofia, riconosciuta in tutta Stoccolma per la sua abilità di profiler. Al primo omicidio ne seguono altri, tutti con le stesse atroci modalità. È un serial killer quello che cercano, ma la domanda che Jeannette e Sofia si pongono è la stessa: prima chi era? Adesso è un mostro ma prima era un uomo. E quanto deve soffrire un uomo per trasformarsi in un mostro?
Jeannette e Sofia hanno in comune tante cose, una professione che le costringe ad affrontare quotidianamente il male, e una vita privata insoddisfacente, due compagni egoisti in crisi di mezza età. Lavorando fianco a fianco diventano amiche. Ma una spirale di eventi e di colpi di scena porterà entrambe di fronte a una verità insospettata e terribile, che metterà in pericolo la loro vita…

Forse non quanto Il tribunale delle anime, ma di certo La stanza del male è un romanzo molto atteso dai lettori di thriller italiani. Confermerà le aspettative? Ve lo faremo sapere…

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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