La ragazza dimenticata – Karin Slaughter
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Karin Slaughter torna in libreria con La ragazza dimenticata, un congegno letterario esplosivo nel quale passato e presente sembrano sono intrecciati da una corrente oscura sullo sfondo di una cittadina turistica idilliaca della costa statunitense.
Emily Vaughn è tutto ciò che una brava ragazza delle middle class americana dovrebbe essere: graziosa, gentile, brillante, con un futuro già scritto fatto di una prestigiosa università, uno stage al Congresso, una brillante carriera. Una ragazza amata e ben voluta, che dovrebbe sognare solo il ballo di fine anno del 1982: ma Emily a quel ballo non arriverà mai, perché un segreto violato porterà a una serie di eventi che le saranno fatali.
Quaranta anni dopo l’omicidio di Emily non è stato ancora risolto: gli avvenimenti di quella tragica estate aleggiano ancora sulla cittadina di Longbill Beach, nella quale vivono ancora tutti i protagonisti di quella tragica vicenda. La US Marshall Andrea Oliver, fresca di primo incarico, deve entrare nella squadra di protezione di una giudice federale che ha ricevuto minacce di morte: ma il vero incarico che le è stato affidato è quello di scoprire chi ha ucciso Emily. E’ possibile che i due casi siano collegati tra di loro, che le radici di quelle minacce affondino nel passato?
Chi tra i lettori vive in un paese di provincia non faticherà a riconoscere nelle dinamiche di questo romanzo qualcosa di familiare: uno scandalo – scopriremo molto presto che si tratta di una gravidanza indesiderata – può creare una reazione a catena fatta di ostracismo e ipocrisia che può avere conseguenze devastanti soprattutto se la vittima è un’adolescente. A una prima lettura potrebbe sembrare una situazione lontana del tempo, a maggior ragione in un paese dove il fenomeno delle gravidanze di adolescenti viene in qualche modo normalizzato al punto da realizzarci reality show, ma a ben vedere, anche alla luce delle sentenze recenti della Corte Suprema, il romanzo della Slaughter non fa altro che mettere a nudo una realtà perfettamente plausibile, seppure con tutte le licenze narrative che un thriller richiede, nella quale la “morale” prevale sui diritti e sulla tutela delle persone. L’assassino sferra a Emily i colpi fatali, ma è indubbiamente il contesto che ne ha armato la mano, e come spesso succede nella realtà la vittima è un po’ meno vittima se “ha peccato”,
L’autrice è un cronista molto attenta e sensibile, che sa tratteggiare con sottigliezza psicologica i personaggi – maschili e femminili – svelandone meschinità e contraddizioni ma anche malinconie e tenerezze: non si può che empatizzare con la tragica figura di Emily, la cui solitudine e disperazione sono quasi tangibili, e nello stesso tempo si possono cogliere le sfumature caratteriali e le pressioni sociali che rendono i protagonisti ciò che sono, carnefici ma spesso anche vittime loro stessi di un feroce meccanismo.
Interessante è anche la scelta fatta dall’autrice di rendere protagonista del racconto una giovanissima US Marshall: Andrea è inesperta, commette errori, si fa trascinare dalla storia di Emily e dalle situazioni, ma proprio in questo suo modo di essere imperfetta c’è la forza del personaggio.
Lo svolgimento su due piani temporali del romanzo è molto ben orchestrato, e le verità nascoste nel romanzo si svelano pian piano rivelando i legati tra passato e presente: il risultato è un thriller in incalzante, godibilissimo, che ci lascia un po’ di amaro in bocca e una nuova coppia investigativa che speriamo possa regalarci altre storie. Karin Slaughter è una scrittrice americana nota nel genere crime internazionale. Fra i suoi thriller, è nota la serie che ha come protagonista Will Trent, inaugurata con il best seller L’ombra della verità (Timecrime, 2012) e di cui Tre giorni per morire rappresenta il secondo volume. È stata insignita per quattro volte del prestigioso Crimezone Thriller Award. Nel 2021 esce Falsa testimonianza (HarperCollins). Vive e lavora ad Atlanta.
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