La psicologa – B. A. Paris
Cari lettori del Thriller Café, oggi parliamo dell’ultima fatica letteraria di un’autrice di thriller molto letta ed apprezzata un po’ in tutto il mondo, B. A. Paris. Nata e cresciuta in Inghilterra, l’autrice si è poi trasferita in Francia per lavoro. Oggi si dedica all’insegnamento ed alla narrativa, è tornata in Inghilterra e nel 2016 ha esordito come scrittrice con il thriller La Coppia perfetta, da subito diventato un bestseller mondiale pubblicato in 34 Paesi. Il successo è proseguito con i romanzi successivi, La moglie imperfetta, Non dimenticare (2019), Il dilemma (2021) e l’ultimo, La psicologa (The therapist) di cui parliamo oggi. Come tutti gli altri romanzi di quest’autrice, La psicologa è stato recentemente pubblicato in Italia da Nord, con la traduzione di Maria Olivia Crosio.
Alice e Leo stanno insieme da qualche mese, si stanno consolidando come coppia e decidono di andare a vivere insieme. Perciò cercano una casa a Londra, in un buon quartiere, magari che consenta a Leo di fare su e giù dai luoghi in cui lavora e ad Alice di non vendere il suo storico cottage e di avere sempre un punto di appoggio dove tornare semmai le cose non andassero come sperato. È Leo a seguire la ricerca, trattare con l’agente immobiliare ed infine acquistare la villetta al numero 6 di The circle, un esclusivo complesso residenziale in un’ottima posizione, sicuro, con accesso controllato e vicini selezionati che, a parte qualche perplessità iniziale, accolgono bene la coppia appena trasferitasi. Sin da subito, però, sia Leo che Alice notano alcune stranezze nella nuova casa, tanto che dopo appena due giorni lei arriva ad affermare: “Questa casa non mi piace“. Suggestione? Se la presenza avvertita da Leo in camera da letto durante la notte può indurre a pensarlo, l’imbucato all’aperitivo di benvenuto organizzato dalla coppia è un fatto concreto difficile da ignorare. Ma a dare ad Alice la certezza che non di suggestione si tratta è una scoperta tanto sconvolgente quanto devastante che fa per puro caso: proprio la loro villetta, un anno prima era stata teatro dell’omicidio della psicologa Nina Maxwell ad opera – stando alle ricostruzioni della polizia – del marito Oliver, morto suicida poco dopo. Ecco perché il prezzo della casa era così basso. Ecco spiegate le strane insinuazioni e frecciatine dei vicini… ma ancor più sconvolgenti per Alice sono i dettagli e le scoperte che seguiranno e che, oltre a richiamare sinistramente il suo passato, la porteranno a rivedere molte delle certezze acquisite negli ultimi tempi.
La psicologa non è un capolavoro, questo è bene chiarirlo subito. È un thriller mainstream, prevedibile dall’inizio alla fine, che però riesce a risultare leggibile e soprattutto credibile. Un lettore esperto o anche solo appassionato potrebbe non trovare spunti originali o tematiche, ambientazioni, personaggi innovativi, ma in fondo tutti abbiamo bisogno, di tanto in tanto, di letture d’evasione che non richiedano impegno, svuotino la mente e tengano un po’ di compagnia dando persino qualche brivido occasionale. Beh, se preso con questo spirito, questo thriller può assolvere perfettamente allo scopo. L’autrice è abile nel creare una trama plausibile pur sfruttando temi e concetti consolidati: il trauma familiare nel passato della protagonista, la diffidenza verso la persona che le è accanto, il cortile chiuso e il vicinato che suscita sospetti e congetture. Un thriller discreto, insomma, che senza impegno né scossoni può traghettarci attraverso un lungo e noioso pomeriggio o un rilassante fine settimana. Per farvi entrare ancora meglio nell’atmosfera del libro, vi lasciamo di seguito l’incipit.
PASSATO
Il mio studio è piccolo, perfetto e minimalista, decorato nelle tonalità tranquillizzanti del grigio, con solo due poltrone: una grigia avvolgente per i pazienti e una in pelle chiara per me. A destra della mia poltrona ci sono un tavolino dove appoggio il bloc notes e, sulla parete, una fila di ganci appendiabiti. Nient’altro. La porta sulla sinistra immette nella saletta del trattamento rilassante, dove le pareti sono rosa chiarissimo e non ci sono finestre, solo due lampade elaborate che diffondono un alone dorato sul lettino dei massaggi.
Attraverso le veneziane posso vedere chiunque si avvicini alla porta. Sto aspettando che arrivi la mia nuova paziente, e spero tanto che sia puntuale. Se tarderà… be’, avrà cominciato col piede sbagliato.
Arriva con dieci minuti di ritardo, che le posso perdonare. Sale i gradini di corsa, guardandosi intorno piena d’ansia mentre suona il campanello. Timorosa che qualcuno la possa riconoscere, incassa la testa tra le spalle. Non è necessario, visto che fuori non c’è nessuna targa a indicare la mia professione.
La faccio entrare, dicendole di mettersi pure comoda. Dopo aver preso posto sulla poltrona, appoggia per terra la borsetta. Indossa una gonna blu scuro e una camicetta bianca e ha i capelli raccolti in un’ordinata coda di cavallo, come se fosse qui per un colloquio di lavoro. Fa bene a considerarlo tale: io non prendo chiunque, pretendo un incastro perfetto.
Le chiedo se ha freddo. Mi piace tenere la finestra aperta, ma la primavera non ha ancora lasciato il posto all’estate e ho dovuto accendere il riscaldamento. Per darle il tempo di mettersi a suo agio mi metto a guardare fuori, dove un aereo sta attraversando il cielo. Sentendo un educato colpetto di tosse, riporto la mia attenzione sulla paziente.
Mi giro verso di lei ed entro in piena modalità terapeuta per porle le domande di rito. Il primo appuntamento per molti aspetti è anche il più noioso.
«Non mi sembra giusto», dice, quando siamo soltanto a metà.
Alzo gli occhi dal taccuino dove sto prendendo appunti. «Qualunque cosa dirà in questa stanza rimarrà tra noi, non se lo dimentichi.»
Annuisce. «È solo che mi sento così in colpa. Perché dovrei essere infelice? Ho tutto quello che desidero.»
Annoto le parole colpa e felicità, poi mi sporgo in avanti per guardarla dritto negli occhi.
«Sa cosa diceva Henry David Thoreau? ’La felicità è come una farfalla: più la rincorri, più ti sfugge. Ma, se sposti l’attenzione su altre cose, verrà a posarsi sulla tua spalla.’»
Sorride e finalmente si rilassa. Sapevo che questa le sarebbe piaciuta.
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