La moglie imperfetta di B. A. ParisB. A. Paris continua a costruire thriller psicologici basati sulla vita di coppia con La moglie imperfetta, altro romanzo di successo dopo l’ottimo esordio avuto con La coppia perfetta: entrambi i titoli si inseriscono nel filone del domestic noir di autrici del calibro di Gillian Flynn o Paula Hawkins.

La scrittrice inglese ha pubblicato La moglie imperfetta in lingua originale a inizio 2017, con il titolo di The Breakdown e ora l’opera arriva anche in Italia grazie a Casa Editrice Nord, che impiega una copertina dallo stile molto simile a quella usata per il precedente romanzo di B. A. Paris, rafforzando il senso di continuità.

Vi proponiamo qui oggi la recensione di Thriller Café.

 

Tornando a casa sotto un temporale, Cass prende una scorciatoia che passa dai boschi e lì trova un auto ferma sul ciglio della strada. A bordo c’è una donna che non dà segni di aver bisogno d’aiuto, così la protagonista prosegue senza intervenire. Quando, la mattina dopo, scoprirà che quella donna è stata trovata morta, brutalmente uccisa, il senso di colpa la assale: avrebbe potuto far qualcosa? E ora è il rimorso che le fa interpretare le parole di suo marito e della sua migliore amica come velati atti d’accusa? Da quel momento la tensione aumenta e non abbiamo modo di capire se le minacce che scorge Cass siano reali o frutto della sua paranoia. Sin dall’inizio siamo a conoscenza di un altro problema della protagonista, più ipotetico ma non meno preoccupante: forse sta perdendo la memoria, proprio come è capitato a sua madre.

La voce narrante è quella di Cass, ed è dunque un punto di vista inaffidabile, il che ovviamente ci spinge a proseguire a leggere per capire come stanno le cose. La protagonista oscilla in continuazione tra il fare la cosa giusta, ammettere le sue difficoltà, e il non agire, rimandare, nascondere le proprie preoccupazioni per vergogna e per paura, negandosi anche l’aiuto di chi le è più vicino.

Il suono del telefono mi riporta al presente, dove non c’è consolazione né perdono, solo paura e assillo senza tregua.

Le intimidazioni intanto aumentano, e con esse peggiorano le amnesie; è davvero doloroso leggere i pensieri di Cass, mettersi nei panni di una giovane donna che si rende conto che potrebbe avere una delle malattie più crudeli. Il panico straziante che attanaglia anche il lettore non è tanto quello provocato da un assassino ancora in libertà ma quello generato da un nemico più comune, uno spettro che potrebbe essere dietro l’angolo ad aspettare tutti noi, la demenza.

Ne La moglie imperfetta assistiamo alla caduta Cass, risucchiata in un abisso mentale distruttivo. Il testo è efficace nel portarci con lei in quell’incubo. Ben caratterizzato è suo marito Matthew: neanche per lui è facile affrontare il crollo della moglie.

È difficile stupire il lettore smaliziato, abituato a amnesie selettive, bugie, tradimenti e twist. Senza un colpo di scena davvero spiazzante, questo libro regge bene per la sua capacità di descrivere la fragilità spaventosa di cui è preda Cass e di lasciare il dubbio nel lettore fino al finale, che forse poteva essere accorciato ma che gode di un ribaltamento perfetto.

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La moglie imperfetta
  • Paris, B. A. (Autore)

Articolo protocollato da Nicola Campostori

Laureato in Scienze dello Spettacolo, vive nella Brianza tossica. Attualmente lo puoi trovare in biblioteca, da entrambe le parti del bancone. Collabora con "Circo e dintorni". Ama il teatro, e Batman. Ha recitato, a volte canta, spesso scrive, quasi sempre legge. Nutre i suoi dubbi, ed infatti crescono bene.

Nicola Campostori ha scritto 76 articoli: