La mossa dell’alfiere – Diane Stuckart

La mossa dell’alfiere – Diane Stuckart

Editore: Nord
Giuseppe Pastore
Protocollato il 30 Maggio 2009 da Giuseppe Pastore
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Oggi al Thriller Café presentiamo una miscela di arte, mistero e ingegno. Parliamo de “La mossa dell’alfiere”, romanzo d’esordio di Diane Stuckart che ci trasporta nella Milano del Quattrocento per un’indagine orchestrata da una delle menti più brillanti della storia: Leonardo da Vinci.

Milano, 1483. Alla corte di Ludovico il Moro, il giovane garzone Dino è l’ombra del suo illustre maestro, Leonardo. Mentre l’artista è impegnato a creare una lira d’argento per il Duca, la quiete della bottega viene squarciata da una notizia sconvolgente: il corpo di Maestro Antonio, un valente miniatore, è stato ritrovato nel suo laboratorio, apparentemente colpito da un fulmine a ciel sereno. Un castigo divino, mormora la gente superstiziosa. Ma per Dino, e soprattutto per l’acuta mente analitica di Leonardo, quella morte ha il sapore amaro dell’omicidio. Inizia così un’indagine non ufficiale, un percorso irto di pericoli tra società segrete, documenti che scottano e la bellissima figlia della vittima, che spingerà il giovane apprendista a mettere in pratica gli insegnamenti del maestro per smascherare un assassino astuto e imprevedibile.

Partiamo da una considerazione importante: Leonardo da Vinci è il protagonista ma la Stuckart compie una scelta narrativa tanto intelligente quanto efficace lasciando il ruolo di vero motore dell’azione al giovane e impulsivo Dino. Viviamo la storia attraverso i suoi occhi, le sue paure e le sue intuizioni. Come un precursore di Nero Wolfe, Leonardo analizza gli indizi dalla sua bottega, formula ipotesi, applica la logica e la scienza a un’epoca dominata dalla superstizione. Questa dinamica è senza dubbio l’arma in più del romanzo: un duo investigativo atipico dove l’inesperienza di uno si completa con il genio dell’altro.

Diane Stuckart dimostra di aver fatto i compiti a casa anche sull’ambientazione. La sua Milano rinascimentale è ben tratteggiata e si percepiscono il fermento culturale della corte sforzesca e la tensione politica che serpeggia nei vicoli. La trama parte da un classico enigma della camera chiusa e si sviluppa in un intreccio solido che mescola l’indagine poliziesca con l’avventura e l’intrigo storico.

In definitiva, “La mossa dell’alfiere” è un esordio convincente. Se amate gli enigmi che stuzzicano l’intelletto e siete curiosi di vedere il metodo scientifico di Leonardo applicato a un’indagine criminale, allora questo è un buon libro.

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