La finestra rotta – Jeffery Deaver

La finestra rotta – Jeffery Deaver

Serie: Lincoln Rhyme
Editore: Rizzoli
Giuseppe Pastore
Protocollato il 1 Luglio 2008 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1023 articoli
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Oggi al ThrillerCafé ci connettiamo alla rete globale, ma fate attenzione a quale cavo toccate: la recensione odierna è per “La finestra rotta” (“The Broken Window“), ottavo capitolo della saga di Lincoln Rhyme firmato da Jeffery Deaver (Rizzoli, 2008).

Con questo romanzo, Deaver dimostra di avere il dito sul polso della contemporaneità, abbandonando momentaneamente le atmosfere gotiche o storiche per immergersi in un incubo squisitamente moderno: la violazione della privacy nell’era digitale. Se pensavate che il pericolo venisse solo dai vicoli bui, questo libro vi farà guardare con sospetto il vostro computer.

La trama tocca le corde personali del protagonista come mai prima d’ora. Arthur Rhyme, cugino di Lincoln con cui i rapporti si sono interrotti da anni, viene arrestato per omicidio. Le prove contro di lui sono schiaccianti: DNA, impronte, testimoni. Tutto troppo perfetto. Lincoln, convinto che tale perfezione sia impossibile in natura, accetta di indagare e scoperchia un vaso di Pandora terrificante. Il vero colpevole è un serial killer che si fa chiamare “522”, un genio del data mining capace di accedere alla Strategic Systems Datacorp, una società che raccoglie informazioni su ogni singolo cittadino. Questo “Uomo che sa tutto” non si limita a uccidere; ruba l’identità delle vittime, ne studia le abitudini d’acquisto, i percorsi, i segreti, e usa questi dati per incastrare innocenti con prove fabbricate ad arte.

Analizzando il volume, siamo di fronte a uno dei techno-thriller più inquietanti degli ultimi anni. La paura che Deaver instilla non deriva dal sangue versato, ma dalla sensazione di essere nudi di fronte a un “Grande Fratello” aziendale. La meticolosità con cui viene descritto il furto d’identità trasforma la burocrazia in un’arma letale. Il ritmo è, come da tradizione, serratissimo, e l’idea di mettere un genio deduttivo come Rhyme contro un genio dei dati come 522 crea un duello intellettuale di altissimo livello.

Tuttavia, la densità tecnica del romanzo potrebbe rappresentare uno scoglio. Deaver ci inonda di dettagli su indirizzi IP, server, tracciamento dati e algoritmi di profilazione; sebbene affascinante per i “nerd” del crimine, questo eccesso di informazioni rischia a tratti di raffreddare la narrazione e renderla un po’ meccanica. Inoltre, l’onniscienza dell’antagonista, capace di prevedere e manipolare quasi ogni variabile della realtà grazie ai dati, richiede al lettore di accettare una premessa quasi fantascientifica, seppur spaventosamente plausibile.

In conclusione, “La finestra rotta” è un thriller profetico e paranoico, che fa riflettere su quanto di noi lasciamo incustodito ogni volta che usiamo una carta di credito o navighiamo in rete. Una lettura obbligata per chi ama le sfide cerebrali, anche se potrebbe risultare un po’ ostica per chi preferisce l’azione fisica pura.

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La finestra rotta – Jeffery Deaver