La fenice rossa – Tess Gerritsen

La fenice rossa – Tess Gerritsen

Editore: Longanesi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 5 Giugno 2012 da Giuseppe Pastore con
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Autrice sempre più apprezzata in Italia, ritroviamo in questi giorni in libreria Tess Gerritsen con “La fenice rossa“, edito da Longanesi. Nono romanzo della serie Rizzoli & Isles (che vedrà il decimo volume uscire ad agosto nei paesi anglofoni col titolo di “Last To Die“), questo romanzo vede le due eroine spostarsi a Chinatown. Non quella turistica dei ravioli al vapore e delle lanterne rosse accese per festa. Siamo nei vicoli bui di Boston, dove le ombre hanno denti e le leggende antiche sanguinano ancora. In un vicolo lercio c’è una mano mozzata di una donna. Il resto del corpo sta sopra, sul tetto di un condominio popolare. Una donna vestita di nero, decapitata con una precisione chirurgica, quasi artistica. Un colpo netto, veloce, spietato.

Jane Rizzoli, la nostra detective tosta e testarda, si trova davanti a un enigma: addosso al cadavere ci sono dei peli argentati, e non sono umani. Sono di un animale?

Qui Tess Gerritsen fa una mossa azzardata e vincente. Intreccia il police procedural classico con il folklore cinese. Si parla del Re Scimmia, di guerrieri ombra, di maestri di Wushu capaci di muoversi senza fare rumore e colpire come fantasmi. L’atmosfera è elettrica, quasi al confine con il paranormale, ma resta piantata nel cemento della realtà.

Il presente, come spesso accade qui al Thriller Café, è figlio di un passato marcio. Tutto sembra ricondurre a una strage avvenuta diciannove anni prima in un ristorante di Chinatown. Cinque morti. Un caso archiviato come omicidio-suicidio. Ma qualcuno è sopravvissuto: una maestra di arti marziali che custodisce un segreto pericoloso, un segreto che “vive e respira” nelle ombre del quartiere.

E Maura Isles? La regina delle autopsie non se la passa bene. È isolata, trattata come una paria dai poliziotti perché ha avuto il coraggio di testimoniare contro un collega corrotto. Jane è l’unica roccia a cui aggrapparsi, mentre la tensione tra lealtà alla divisa e ricerca della verità si fa insostenibile.

Ritroviamo anche Rat, il ragazzino sopravvissuto all’incubo del libro precedente (“Il silenzio del ghiaccio“), che con la sua intelligenza acuta e il suo cane Bear porta un tocco di umanità necessaria in mezzo a tanta ferocia.

La trama corre veloce, tra colpi di scena e figure che appaiono e scompaiono nel buio. Potrei dire che la soluzione si intuisce un po’ prima della fine, ma poco importa. Il viaggio dentro la mitologia cinese, la descrizione di una comunità chiusa che protegge i suoi mostri e i suoi eroi, vale ogni pagina.

È un thriller che taglia come una lama affilata. Vi terrà svegli a chiedervi se quel fruscio che sentite fuori dalla finestra è solo il vento o il Re Scimmia che è venuto a riscuotere un vecchio debito.

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La fenice rossa – Tess Gerritsen