L’ospite del nostro spazio interviste di questa settimana è Antti Tuomainen, autore di “La teoria del castoro” – il thriller edito da Mondadori Editore che conclude la cosiddetta “Trilogia del fattore coniglio”, letto e recensito da Federica Cervini. Antti Tuomainen, finlandese classe 1971, si è gentilmente intrattenuto con Federica chiacchierando dei propri romanzi, ed anzitutto ha voluto inviare a tutti i lettori di Thriller Café “warmest greetings from a still quite cold Helsinki!” – i più cordiali saluti da una Helsinki ancora piuttosto fredda.
[Federica Cervini]: ciao Antti! Sei stato definito “lo scrittore più divertente d’Europa”: parlaci del tuo peculiare stile narrativo in cui mixi thriller e humor.
A tale proposito, quale è la funzione dell’ironia nei tuoi libri, ed in generale nella vita? Perché dosare thriller e humor?
Inoltre parlaci dell’altro particolare mix che troviamo nelle pagine di “La teoria del castoro”, e cioè matematica e thriller.
Che ruolo ha la matematica nella tua vita?
[Antti Tuomainen]: Nel 2015, dopo aver pubblicato cinque romanzi molto dark e molto noir, ho sentito semplicemente il bisogno di fare qualcosa di diverso e di nuovo.
Col senno di poi, credo di essermi accorto che non stavo usando al 100% tutte le mie capacità di scrittore e che stavo tralasciando qualcosa – lì sul tavolo, per così dire.
Quindi, dopo un periodo di riflessione, ho capito di provare due “passioni artistiche” ugualmente forti: il noir e le commedie.
Ho sempre amato tutti i tipi di commedie, dai vecchi film dei Fratelli Marx alla commedia “Le amiche della sposa” e via di seguito. Ed ho pensato che sarebbe stato interessante e divertente unire questi due amori.
Così ho scritto il mio primo romanzo di umorismo nero intitolato “The man who died”.
Da allora, questo è quello che ho fatto; mescolare poi il tutto con la matematica era come aggiungere un altro strato.
Mi è piaciuto molto scrivere la trilogia.
È stato meraviglioso e molto divertente scrivere da un punto di vista puramente matematico.
Inoltre, era qualcosa di nuovo per me, che richiedeva una fase di ricerca, cosa che ho trovato parimenti interessante.
[FC]: Parlaci del rapporto tra Henric e Laura, considerato che Henric ad un certo punto le dice di essere “la cosa più bella” che gli sia mai capitata nella vita – ma anche che Henric conserva in sé segreti che con Laura non condivide.
Sei d’accordo che nel rapporto di coppia alcune questioni siano discrezionali?
Ed inoltre, Henric è un matematico e Laura una artista: come si integrano nel tuo thriller, e nella vita in generale, due indoli così diverse?
[AT]: Oh cielo, non darei mai a nessuno consigli sulle relazioni! Ma per quanto riguarda Henric e Laura, volevo che avessero due approcci molto diversi e distinti al pensiero ed alla vita in generale, in modo che il loro viaggio fosse il più interessante e tortuoso possibile.
Trovo entrambi i loro modi di pensare molto interessanti e forse anch’io sono un mix di entrambi.
Amo l’arte e sono molto incuriosito anche dall’economia: sono arrivato a credere che entrambi questi interessi siano utili per alimentare la mia creatività – ciascuno a suo modo.
[FC]: “Ognuno di voi è unico e come tale è fondamentale per il TuMiFun” sono parole che nelle ultime pagine del romanzo Henric rivolge ai dipendenti del suo parco avventura.
Come è cambiato nel corso dei 3 volumi della trilogia il rapporto tra Henric ed i dipendenti del TuMiFun?
[AT]: Crescono e diventano una famiglia vera e propria.
È questo in ultima analisi il valore dell’intera trilogia.
La Trilogia è la storia di una persona molto sola che trova l’amore ed un posto a cui appartenere.
E mi è piaciuto scrivere dei dipendenti del TuMiFun: sono un gruppo fantastico, anche se sono io – l’autore – a dirlo!
[FC]: “Per essere membro di una famiglia e prendersene cura bisogna coltivare la speranza”: cosa significa questo per Henric?
Quali sono gli ingredienti necessari a costruire una famiglia che viva in armonia?
Ed inoltre: concordi con Henric quando sostiene che “l’effetto collaterale della vita familiare è la tendenza a indebolire la capacità di pensiero logico”?
[AT]: Mi fai sorridere Federica!
Be’, l’amore a volte è complicato.
E suppongo che per far funzionare le relazioni o la vita familiare a volte dobbiamo imparare a scendere a compromessi, a volte dobbiamo anteporre il benessere di qualcun altro al nostro.
Quando hai intorno a te persone che ami, farai cose che non hai necessariamente sempre voglia di fare – o cose che non hanno molto senso per te.
E questo è spesso ciò che accade ad Henric, poiché calcola tutto matematicamente e logicamente.
[FC]: “Segui la corrente” è il motto di Laura: cosa significa per te questa massima.
[AT]: Immagino che vorrei essere un po’ più come Laura in questo senso.
Credo che mi piacerebbe essere più una persona che “segue la corrente”, di quanto probabilmente io non sia nella realtà.
Forse questo ridurrebbe un pò lo stress che a volte provo.
Ma ogni tanto riesco a “seguire la corrente”, ed è già abbastanza.
[FC]: Quali sono gli autori di thriller che leggi di preferenza e che hanno contribuito a formare il tuo peculiare stile narrativo?
E per concludere, vuoi lasciare un messaggio di saluto ai lettori di Thriller Café?
[AT]: Avevo 18 anni quando ho deciso di scrivere, e sapevo che sarei diventato uno scrittore; sono stato molto influenzato dalla poesia finlandese – che amo ancora.
In seguito ho scoperto scrittori di gialli americani come Donald E. Westlake, Elmore Leonard e Lawrence Block.
Ci sono letteralmente dozzine di scrittori da cui ho imparato lungo il cammino, e leggo ancora nello stesso modo in cui ho iniziato a leggere: con questo intendo dire che leggo ancora di tutto – dalla storia ai fumetti, dalla poesia alle biografie, qualsiasi cosa mi interessi.
Grazie mille per l’intervista e i miei più sentiti ringraziamenti per aver letto i miei libri.
Spero di vederti in Italia un giorno!
[FC]: Ti aspettiamo volentieri! A presto!
La foto di Antti Tuomainen è pubblicata per concessione dell’autore; credits: Ville Juurikkala.
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