Il finale si scrive da sé – Evelyn Clarke

Editore: Mondadori
Alessia Sorgato
Protocollato il 18 Luglio 2026 da Alessia Sorgato con
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Il riassunto
Il finale si scrive da sé – Evelyn Clarke

In lizza per il miglior giallo dell’anno, sostiene Stephen King, e per almeno metà di questo corposo romanzo c’è da credergli. Il plot di “Il finale si scrive da sé” di Evelyn Clarke è gustosissimo: è morto annegato, nelle gelide acque di Scozia, il romanziere più acclamato di sempre, lasciando però incompiuta la sua ultima narrazione. Il mondo, e soprattutto la casa editrice che deve pubblicarlo, non possono permetterlo per cui si decide di convocare nella magione di Arthur Fletch un gruppo di scrittori e scrittrici emergenti, dar loro 72 ore e risme di carta colorata perché scrivano il finale. In cambio del loro silenzio, un compenso strabiliante e, cosa che forse ambiscono anche di più, un contratto editoriale.

A Skelbrae, isola privata del morto, approdano dunque Millie, Kenzo, Sienna e suo marito Malcom, Cate e Jaxon, oltre a Priscilla. Sono specializzati in generi diversi, che spaziano dal romance all’horror, dalla sci-fi al thriller. Tra loro vecchi rancori e nuove competizioni, in un castello pieno di trappole e mistero, dove scrivere sembra ancor più difficile del solito, dove tutti possono vincere e nessuno ne è davvero meritevole, in un crescendo di suspense, delitti e crisi, per cui non ci si fiderà più di nessuno ed al contempo si avrà bisogno di tutti per sopravvivere.

Punto di forza del romanzo è la bonaria ottima conoscenza delle autrici (che firmano come un sol uomo, ma sono una coppia di amiche), tra loro e soprattutto dei generi letterari, di cui padroneggiano le regole, i fasti e le mortificazioni. Aver letteralmente personificato i diversi stili di scrittura è molto divertente, a tratti rasenta lo sfottò.

Originale e ben scritto, sicuramente un esperimento non ancora mai tentato da alcuno.

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