Addio Miss Marple – Agatha Christie

Serie: Miss Marple
Editore: Mondadori
Alessia Sorgato
Protocollato il 12 Settembre 2026 da Alessia Sorgato con
Alessia Sorgato ha scritto 198 articoli
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Il riassunto
Addio Miss Marple – Agatha Christie

La bibliografia di Agatha Christie è impressionante: tra i romanzi senza personaggio ricorrente, quelli dove primeggia Poirot, quelli con la coppia (sconosciuta ai più) di Tommy e Tuppence, le autobiografie e i libri pubblicati con lo pseudonimo di Mary Westmacott siamo già ben oltre il centinaio di titoli, poi c’è la lunga serie dedicata alla vecchietta sferruzzante più famosa della storia mondiale delle magliaie.

Quello che vado a ricordare oggi è l’ultimo della collana di 14 titoli che la feconda scrittrice dedica a Miss Marple, e dichiara già dal titolo (che in versione originale suonava “Sleeping Murder: Miss Marple’s last case“) che non ci saranno ulteriori episodi, spin-off, flashback e altro.

Perché l’autrice decida di lasciare un personaggio che al pubblico era piaciuto molto – alla stregua dell’amatissimo Hercule Poirot- è , come altri snodi della sua vita, frammischiato tra cronaca e leggenda. La tesi più accreditata ricollega la decisione al momento bellico (era il 1940) e l’autrice metteva in conto di non sopravvivere ai bombardamenti. Lo aveva già fatto con “Sipario“, per Poirot, e lo rifaceva con la Miss, per tutelare i diritti d’autore che gli eredi avrebbero ottenuto da una serie completata. Sarà.

Al netto del fatto che questa autrice sia tra le più prolifiche del mondo letterario, questa opera è strabiliante per l’acume con cui unisce giallo classico a tendenze, di cui Hitchcock fu maestro, che ammiccano alla psicanalisi, all’ipnosi, al flashback. La storia probabilmente è nota a tutti: una giovane coppia, proveniente dal Nuovissimo Mondo, decide di approdare in Inghilterra e mettere radici nella patria degli ascendenti. Lui, pur innamoratissimo e devoto, è costretto a soffermarsi altrove da questioni di lavoro e manda in avanscoperta lei, la giovane e bella Gwenda, a che trovi casa.

La sposina gira e volta e si intestardisce per una casa a Dillmouth, immaginaria località balneare. Manco a dire che nella magione, acquistata in un fiat, ella inizia ad avere delle esperienze metafisiche: “ricorda” percorsi in giardino che sono coperti da bancali di terra e vegetazione, “sente” che la disposizione delle stanze non sia quella originaria, “vede” se stessa, bambina, osservare dalle stecche della balaustra della scala un cadavere.

E’ una donna, giovane come lei, strangolata, oppure sgozzata, o chissà cos’altro.

La Christie qui fornisce dimostrazione evidente dell’essere stata una donna curiosa e colta, oltre che ottima vergatrice di storie, perché il retaggio di Freud e di tutto il movimento attivo a Vienna ed altrove proprio pochi anni prima è lampante. Gwenda ha già vissuto lì, ma non come in un banalissimo horror durante una vita passata. Lei era quella bimbetta. Ma allora la donna uccisa sotto i suoi occhi chi era e, soprattutto, chi è l’assassino?
Ultimo caso per Miss Marple… che peccato.

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