“Indomabile“ è la biografia romanzata di vent’anni di vita, dal 1908 al 1928, di Agatha Miller, nota al mondo e agli amanti del giallo come Agatha Christie, con il cognome del suo primo marito.
Susanne Lieder (1963), con la sua competenza per il romanzo storico e le biografie, ci rende una Christie giovane, impetuosa, testarda, ma anche sognatrice e un po’ pasticciona, rendendo il titolo “Indomabile” perfetto.
Leggere di un’autrice, tanto nota per le sue opere, scoprendone la vita e gli aneddoti per la prima volta, può risultare un’esperienza esaltante e, insieme, estraniante. Nei libri, benché la Christie non sia protagonista, ma lascia tutta la scena ai suoi Poirot e Miss Marple, il lettore è portato a farsi delle idee, che vengono stravolte dalla realtà storica riportata con tanta abilità e immediatezza dalla Lieder.
Il primo incontro con la Agatha di “Indomabile”, è nel 1926, durante i giorni del lutto per la scomparsa dell’amata madre Clara. Agatha è adulta, sposata, con la figlia Rosalind di sei anni. Ha già pubblicato delle opere, quindi ha la sua indipendenza, ma di fronte alla perdita della genitrice si ritrova smarrita, persa, addentrandosi nei ricordi.
Per questo la prima parte dell’opera ha salti temporali tra il presente narrativo ed eventi più lontani nel tempo, a partire da fatti dell’infanzia, che ci rendono un’immagine tridimensionale di colei che diventerà la regina del giallo.
Susanne Lieder rende le persone del libro di nuovo vive. Le fa parlare, interagire e ci consegna della Christie pensieri, debolezze, sogni e speranze. Non aveva un carattere accomodante. Sempre gentile ed educata, era però capace di fermezza e il lavoro di scrittrice non è mai stata la sua prima scelta, tutt’altro. La giovane Agatha sognava di diventare pianista, anzi concertista. Purtroppo aveva un talento mediocre e soprattutto soffriva di una terribile ansia da prestazione: se si doveva esibire di fronte a un pubblico, le sue mani non sapevano cosa fare e dimenticava ogni nota. Allora che fare? La musica era ancora nella sua testa, quindi perché non divenire cantante? Anche qui però le doti erano normali, non certo così elevate da consentirle una carriera. La domanda sorge spontanea: quando Agatha Miller si è trasformata in Agatha Christie? La risposta è nel libro, non voglio togliere ai lettori il piacere di scoprirlo leggendo, dico solo che complice è stata un’influenza e una madre, Clara, che conosceva davvero bene la figlia.
Nell’arco di tempo di “Indomabile”, seguiamo una Agatha alle prese con gioie e complicazioni: la ricerca di un marito, che si fa importante con il crescere dell’età e una situazione economica di partenza non proprio tranquilla, che si scontra con la volontà della stessa Agatha di trovare un uomo di cui sia innamorata e terrorizzata all’idea di annoiarsi al fianco della persona che sceglierà; lo scoppio della prima guerra mondiale e il servizio militare del fidanzato e poi marito Archibald Christie; la scoperta della di lui relazione adulterina e la richiesta di divorzio arrivata a ridosso della scomparsa della madre; l’abbandono da parte degli amici che provano disagio a stare con una donna divorziata; lo scrivere che a volte è una lotta e non un piacere.
Nel romanzo scopriamo l’ironia di Agatha, la sua forza e la capacità di reinventarsi, seguendo sempre il motto impara l’arte e mettila da parte. Una donna che cade, che fa anche pensieri non edificanti, ma che è sempre capace di rialzarsi e di ritrovare la giusta rotta e misura. In lei la parola resilienza trova un corpo e soprattutto un’anima. Agatha Christie è stata anche capace di essere fiera di se stessa, delle storie che ha saputo creare, spesso in un dialogo vero con Poirot o Miss Marple, affrontando le paure e le insicurezze.
Tutto questo il lettore lo sente e lo assorbe, grazie alla capacità narrativa della Lieder, che nella stesura dello scritto si dimostra non solo empatica verso la sua protagonista, ma anche rispettosa. Molte delle informazioni e degli aneddoti che riporta, vengono dall’autobiografia della Christie. Al contrario di altri libri usciti recentemente che raccontano con ipotesi e illazioni degli undici giorni in cui Agatha scomparve a ridosso della richiesta di divorzio del marito, Lieder non li menziona, pur parlando nella parte finale del libro proprio di quel tempo. Scelta deliberata dell’autrice perché la stessa Agatha nella sua autobiografia di quei giorni non fa menzione. C’è vero rispetto e comprensione in questo, la vicinanza di una donna per un periodo difficile di un’altra donna.
“Indomabile” è un romanzo godibile, carismatico, ricco di esempi reali che possono davvero fungere da esempio. Ci consegna persone dalle quali si possono trarre tanti insegnamenti e altre che, con i loro comportamenti, sono esempi di identità da evitare.
Susanne Lieder nella sua carriera di autrice ha scritto diverse opere, purtroppo in italiano oltre a “Indomabile” è stato tradotto solo “Sono forte (ma so anche scrivere). La vera storia di Astrid Lindgren” edito da Salani Editore e che ha venduto oltre centomila copie in mezza Europa. Non è facile scrivere biografie romanzate come la Lieder, capace di immergere totalmente il lettore nella storia, senza essere mai didascalica o noiosa. Speriamo di vedere presto altre opere tradotte nella nostra lingua.
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