Ultime parole famose – Gillian McAllister

Editore: Fazi
Marina Belli
Protocollato il 9 Agosto 2026 da Marina Belli con
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Il riassunto
Ultime parole famose – Gillian McAllister

È il 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno, e Camilla sta pulendo il seggiolone della piccola Polly. Sta per tornare al lavoro dopo il congedo di maternità. La vita riprende il suo corso ordinario, o almeno così sembra. Poi accende il televisore e scopre che suo marito, padre affettuoso ed eterno ottimista, è al centro di un sequestro con ostaggio in diretta TV.
Ma non è un ostaggio, è il sequestratore.

Con “Ultime parole famose“, Gillian McAllister torna a lavorare su quel territorio che conosce molto bene: la frattura improvvisa dentro una vita apparentemente normale. La storia di un crimine si fonde con la storia di un matrimonio, e il risultato è un thriller che si muove su due binari paralleli: quello dell’indagine e quello dell’erosione della fiducia.

La struttura regge su un doppio piano temporale. Il presente di una città paralizzata, con il negoziatore Niall che tenta di ricomporre un puzzle senza ancora conoscerne la forma; e il passato di un matrimonio che si rivela più stratificato e più insondabile di quanto nessuno avesse voluto vedere. McAllister non ha fretta di rivelare le sue carte. La narrazione procede per accumulazione, stratificando indizi e zone d’ombra. Ogni volta che la narrazione rallenta per soffermarsi sui personaggi e sulle loro fragilità, un nuovo tassello riporta l’attenzione sul mistero, mantenendo costante l’equilibrio tra le due anime del romanzo.

Camilla è il centro narrativo di Ultime parole famose, ritratta con una precisione psicologica. La protagonista lavora come agente letteraria, cresce circondata dai libri. È proprio questa passione per le storie a rendere ancora più doloroso il tradimento della narrazione che si era costruita sul suo matrimonio. La McAllister costruisce la tensione con la precisione di chi sa che il vero mistero non è “cosa è successo” ma “chi sono davvero le persone che amiamo“.

L’autrice inglese – finalista ai National Book Awards e con oltre 400.000 copie vendute prima ancora di uscire in dieci paesi – si conferma abile nel costruire thriller dal respiro emotivo. L’ultima fatica letteraria di Gillian McAllister è un thriller ben confezionato come una storia al femminile: se piacciono le storie al femminile tendenzialmente conformiste, questa è sicuramente una buona lettura, non priva comunque da luoghi comuni.

Ci sono però alcune criticità. La narrazione appare stanca, lenta e nella quale alcuni buchi narrativi fanno fatica a essere colmati. Il ritmo non è sempre omogeneo, e in alcuni tratti la tensione cede il passo a una certa prevedibilità. I pezzi del puzzle emergono lentamente, ma si incastrano alla perfezione, forse troppo: l’incastro perfetto può risultare a volte troppo calibrato, come se la mano dell’autrice fosse un po’ troppo visibile nell’orchestrare gli eventi.

L’autrice chiude un po’ bruscamente e senza colpi di scena eclatanti un romanzo che è prevalentemente un thriller psicologico di sostanza, nel quale il fulcro narrativo non è tanto cos’è successo o casa sta per succedere quanto chi sono le persone coinvolte e quali sono i loro segreti.

Ultime parole famose si legge bene, tiene compagnia. Non è il thriller dell’anno, non lascia senza fiato. È un romanzo solido, scritto con professionismo, che lavora più sullo scavo dei personaggi che sull’azione. McAllister conferma di avere controllo del mestiere: il risultato è un thriller che non urla, ma sussurra, adatto a chi nelle storie cerca soprattutto l’analisi delle dinamiche personali.