Un caso di omicidio e storie rubate – Sally Smith

Editore: Nord
Tatiana Vanini
Protocollato il 20 Luglio 2026 da Tatiana Vanini con
Tatiana Vanini ha scritto 118 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Il riassunto
Un caso di omicidio e storie rubate – Sally Smith

Sally Smith per molti anni ha esercitato la professione forense tra le mura dell’Inner Temple, un luogo che conosce benissimo e dove risiede tutt’ora. Ecco perché, per il suo esordio nella narrativa, ha scelto di ambientare la sua opera proprio tra i corridoi e i giardini del tempio della legge. Complice la stesura della biografia di un celebre avvocato del passato, ha scoperto la passione per la scrittura, dalla quale è nato “Un caso di omicidio e di storie rubate“.

Londra, 1901. L’Inner Temple vive la sua vita secondo regole tutte personali, una cittadina a parte all’interno di Londra. Al suo interno avvocati, giudici, segretari, domestici e tutti coloro che concorrono al perfetto funzionamento del luogo, conducono un’esistenza tranquilla e sicura, o così credono. Perché un mattino, sulla soglia dello studio dell’avvocato Sir Gabriel Ward, il cadavere scalzo e pugnalato del Primo Giudice d’Inghilterra, giace a terra tra sgomento e intralcio. Chi ha profanato la tranquillità del santuario della legge? Il tesoriere del Temple, incarica proprio Sir Gabriel di sbrogliare la matassa, come se all’avvocato non bastasse già la preparazione di un importante processo per il caso editoriale degli ultimi anni che concerne la paternità di un libro per bambini e gli ingenti guadagni che la pubblicazione ha maturato. Tra segreti, invidie, rancori, Ward riuscirà a risolvere entrambe le questioni? Un giallo classico che esplora le piccolezze dell’umanità e i ruoli accettabili al tempo per uomini e donne.

Sally Smith ci porta in un mondo che ben conosce, trasportato all’inizio del ventesimo secolo, per regalare un romanzo giallo che strizza l’occhio al tempo d’oro del genere. Pochi personaggi, un ambiente ristretto, un delitto, un mistero e la curiosità è servita.

Se le descrizioni dell’ambiente, precise e raffinate, ci portano dentro il Temple e nelle sue giornate scandite con precisione, la costruzione dei personaggi, descritti nei vezzi e nei caratteri, li mostra in modo chiaro e vero, così che il lettore riesca con facilità a immaginarli.

Sir Gabriel Ward, il protagonista, è un avvocato capace, amante delle sfide intellettuali, l’unico che riesca a districarsi in quei casi che tutti gli altri considerano patate bollenti e scomode. Piccolo nell’aspetto, di certo non giovane, ha mille manie e rigidità che rendono la sua giornata precisa, puntuale, così sempre uguale che sulle sue abitudini si possono puntare gli orologi. Un personaggio principale che potrebbe risultare freddo e antipatico, ma invece riscuote ammirazione e simpatia, perché ha cervello, ma soprattutto cuore. Un uomo retto, giusto e leale, che si trova a svolgere un ruolo che non ha chiesto e nemmeno vuole: quello del detective dilettante. Un poliziotto lo affianca e negli scambi tra i due, non solo leggiamo di prove, alibi e possibili colpevoli, ma approfondiamo le tecniche investigative dell’epoca, dalle più basilari e usuali ai primi passi delle indagini scientifiche, con la dattiloscopia e la psicologia che comincia proprio in quegli anni a essere approfondita, non più chiamata filosofia della mente.

Sotto la patina di tranquillità e sicurezza che ammanta l’Inner Temple, si nasconde di tutto. Il potere che si desidera e che logora chi ne vuole di più; le cariche che danno prestigio e che possono trasformare un Mr qualunque in un Sir; le piccole meschinità e le grandi cattiverie, ma soprattutto ci confrontiamo con un mondo che va avanti per convenzioni, per dignità, deplorando ogni cambiamento come se rappresentasse una minaccia terribile. Ci sono gli uomini, destinati a onori e carriera anche se non portati e le donne, che solo la casa, i figli e il marito possono avere a svago e gloria. Attraverso un’indagine gialla classica e al caso giuridico che gira intorno a un libro per bambini diventato famosissimo e virale, l’autrice offre uno spaccato reale del tempo, astenendosi dal dare giudizi, ma raccontando come stavano le cose e come, di quei retaggi, possiamo riconoscere gli strascichi ancora oggi. Le lotte per la parità di genere e di opportunità, per il riconoscimento delle capacità, arrivano da lontano.

Nel romanzo, grande importanza hanno i sentimenti umani, mostrando le estreme conseguenze dei sogni e dell’amore, quando questi vengono frustrati, sviliti, negati o ingannati.
La lettura procede scorrevole, con un ritmo non così dinamico come si vorrebbe, ma aiutato dai dialoghi o da certe bizzarrie che fanno sorridere, donando leggerezza, per una sensazione generale di un libro piacevole, di certo interessante, con argomenti anche di legge intriganti.

Il finale, che chiarifica ogni cosa, dà un’amara soddisfazione. I casi sono risolti, ma a volte, anche la giustizia può non essere così soddisfacente come auspichiamo, perché siamo testa sì, ma soprattutto cuore e anche per gli assassini si può provare tristezza e pietà.

Un caso di omicidio e storie rubate” è un giallo classico dove i sentimenti sono protagonisti.