Il serial killer venuto dal freddo – Ross Greenwood
Un anziano detenuto viene trovato morto nella sua cella, e al detective John Barton spetta il compito di capire se la sua sia o meno una morte sospetta: compito non semplice, perché il morto non era esattamente un personaggio da poco, e i suoi compagni di detenzione sono tutti pericolosi criminali, autori dei peggiori crimini. Possibile quindi che la morte sia realmente una morte naturale?
Quando la casa della vittima viene saccheggiata e la vedova scompare, quello che era un sospetto diventa quasi una certezza, tanto più che le persone che Barton vorrebbe interrogare sembrano sparire una ad una e alcuni messaggi lo minacciano di fare la stessa fine.
Un assassino in cerca di vendetta sembra essersi messo all’opera, e non è facile per il detective Barton fermarlo prima che uccida ancora.
Non deve essere facile per un autore di thriller trovare nuovi spunti narrativi in un panorama letterario dove il genere è ampiamente inflazionato, e il lettore medio smaliziato.
Ross Greenwood riesce nell’arduo compito, con un piacevolissimo thriller che non manca di originalità: ne Il serial killer venuto dal freddo ci sono tutti gli elementi classici del genere, compresi i colpi di scena, ma la costruzione della trama porta una ventata di aria fresca nel cliché poliziotti buoni/serial killer perverso (e tendenzialmente cupo e depresso).
A rigore, per lo sviluppo della trama, la definizione di serial killer per come il lettore è abituato a intenderla è un tantino fuorviante: non siamo di fronte all’ennesimo maniaco sociopatico che agisce in modo rituale su vittime spesso incolpevoli e per motivi oscuri, quanto piuttosto a una serie di omicidi che hanno una loro ben precisa ragion d’essere che, man man il romanzo procede, diventano chiari.
Greenwood alterna essenzialmente capitoli in prima persona nei quali a parlare è il Killer Spietato, e capitoli in terza persona con al centro l’Ispettore Barton: è una struttura inizialmente spiazzante, che porta a una simpatia maggiore, per lo meno nella parte iniziale, proprio con il killer, anche se poi lo sviluppo dell’indagine riporta al centro l’Ispettore Barton che emerge come un figura calorosa, con una vita familiare ricca e una squadra affiatata, altro elemento di plauso all’autore che si distacca dall’archetipo del detective solitario e disturbato.
Il risultato è convincente, con i due protagonisti/antagonisti che si inseguono in una sorta di gioco al gatto e al topo e una serie di comprimari ben descritti: lo sguardo di Greenwood non è banale, riesce a dare profondità e spessore ai personaggi mantenendo alto il ritmo del romanzo che risulta così perfettamente godibile e credibile, grazie anche all’esperienza dell’autore come guardia carceraria che gli permette di raccontare la vita di prigione, le sue logiche e i prigionieri stessi in maniera convincente.
Lo stile è serrato e talvolta inevitabilmente crudo dato che a storia parla di pedofilia, anche se poi una certa dose di humour nero britannico stempera il tono complessivo del romanzo e lo conduce con mano sicura vero il colpo di scena finale, atteso e preannunciato ma che non per questo è meno soddisfacente, e che lascia al lettore una sensazione di giustizia compiuta. Il risultato de Il serial killer venuto dal freddo è una piacevolissima lettura ideale per qualche giorno di relax invernale.
Ross Greenwood è nato nel 1973 a Peterborough, in Inghilterra. È autore di numerosi bestseller dalle atmosfere crime. La Newton Compton ha pubblicato Il killer della neve, La morte non aspetta, Il killer di ghiaccio e Il serial killer venuto dal freddo.
Altri casi da indagare
Il fantasma di Venezia – Matteo Strukul
Matteo Strukul (Padova, 1973), vincitore del Premio Bancarella del 2017 con il suo romanzo "I Medici" che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, torna il libreria con il capitolo conclusivo della [...]
LeggiIl rogo dell’angelo – Salvo Toscano
Sono passati ventuno anni da quando, nel 2005, è uscito "Ultimo appello", primo romanzo di Salvo Toscano con i fratelli Corsaro come protagonisti. Da allora tanta strada hanno fatto questi [...]
LeggiCadavere nei ghiacci – Satu Rämö
Il secondo capitolo della serie di Hildur ci riporta esattamente dove ci aveva lasciati, e conviene dirlo subito: questo è un romanzo strettamente collegato al precedente, senza alcun recap, quindi [...]
LeggiI sette assassini di Reiko Miori – Mikihiko Renjō
Basterebbe guardare con attenzione la copertina di questo libro per dedurne alcune caratteristiche d'impatto che già anticipano la forza e l'originalità del romanzo. Lo sfondo è di un giallo livido, [...]
LeggiCara Debbie – Freida McFadden
Ogni volta che un libro di Freida McFadden approda in libreria, sono felice, come di certo lo sono i milioni di lettori che ha nel mondo. Il thriller psicologico è il suo genere, e i suoi romanzi sono un concentrato di tensione, adrenalina, dubbio e giochi di specchi, perché quando si crede di aver capito, l'autrice [...]
LeggiIl club delle mogli dei serial killer – Elizabeth Arnott
Oggi al Thriller Cafè si parla del nuovo libro di Elizabeth Arnott, “Il club delle mogli dei serial killer” (Newton Compton Editori), un thriller psicologico che non racconta, come tanti altri [...]
LeggiIl tempo degli innocenti – Angela Marsons
Un pomeriggio d'agosto, Grace Lennard entra nel giardino dell'asilo e svanisce nel nulla. Quando la detective Kim Stone arriva sul posto, trova un indizio inquietante: un braccialetto inciso, [...]
LeggiI serial killer che hanno terrorizzato l’Italia – Ruben De Luca
Oggi, sul bancone di Thriller Café, troviamo "I serial killer che hanno terrorizzato l’Italia", edito da Newton Compton. L’autore è Ruben De Luca, scrittore, psicologo e criminologo, e anche noto [...]
Leggi
